Piano Strutturale
Art. 38 Aree di trasformazione esterne all'urbanizzato
1 La Conferenza di Copianificazione
Le previsioni di occupazione di nuovo suolo all'esterno del perimetro del territorio urbanizzato definito ai sensi dell'art.4, commi 3 e 4 della LRn.65/2014 hanno comportato l'attivazione della procedura della Conferenza di copianificazione prevista dall'art.25 della stessa legge regionale.
Il Piano Strutturale Intercomunale individua e indirizza le azioni esterne al territorio urbanizzato nell'elaborato "SCH1 - Schede delle azioni di trasformazione esterne al territorio urbanizzato" e nella tavola STR02 STRATEGIE, che comprendono la localizzazione indicativa delle seguenti azioni strategiche:
Comune di Manciano:
C. Loc. Pianetti - recupero ex Cooperativa
D. Loc. Marsiliana - ex cava COIMAR a zona produttiva
E. Fattoria di Montauto - struttura turistico-ricettiva
Comune di Pitigliano:
1. Loc. Capannelle sul Fiora - ex cava a zona produttiva
4. Loc. Poggio Nardeci - produzione substrati professionali e impianto fotovoltaico in cava attiva
6. Loc. Pietramora - deposito terricci
7. Loc. San Michele - recupero cava dismessa fotovoltaico a terra
Comune di Sorano:
9. Loc. S. Teresa - Parco eolico + fotovoltaico in aree di risulta
17. Loc. Santa Maria dell'Aquila - nuova struttura turistico-ricettiva adiacente Terme di Sorano
Gli esiti della Conferenza e la definizione delle trasformazioni esterne al territorio urbanizzato sono contenuti in apposito elaborato, allegato al presente P.S.I., che riporta, per ciascuno dei tre comuni, l'elenco delle ipotesi di trasformazione che sono state assoggettate alla procedura della Conferenza di copianificazione e le prescrizioni per l'attuazione.
Poiché il Piano Strutturale Intercomunale non ha valenza conformativa della disciplina dell'uso del suolo, saranno poi i rispettivi Piani Operativi a localizzare e disciplinare, in sede di copianificazione, gli interventi specifici.
Pertanto il dimensionamento e gli areali di cui alla documentazione allegata, riportati sulla cartografia di P.S.I., hanno valore puramente indicativo e di massima, rimandando ai successivi passaggi di scala ed alle localizzazioni dei P.O.C. le individuazioni di dettaglio e le puntuali verifiche di sostenibilità e compatibilità paesaggistica.
2 Prescrizioni generali di tutela paesaggistico-ambientale
Per gli interventi esterni al territorio urbanizzato, che saranno disciplinati dai P.O.C., il P.S.I. indica le seguenti prescrizioni generali di tutela paesaggistico-ambientale, che dovranno essere osservate e dettagliate dai P.O.C. e dai singoli Piani Attuativi, Progetti Unitari Convenzionati, Progetti:
* Gli interventi devono inserirsi correttamente nei contesti rurali, sia nella configurazione degli edifici sia delle aree scoperte e devono configurarsi in maniera unitaria e coerente sotto il profilo paesaggistico, architettonico e funzionale, con particolare riferimento ai seguenti aspetti:
- - sistema delle acque, struttura geologica, litologica e pedologica, caratteri morfologici dei luoghi, emergenze geomorfologiche;
- - struttura ecosistemica/ambientale in riferimento alle componenti vegetazionali anche lineari (siepi, vegetazione ripariale) e puntuali (piccoli nuclei forestali, grandi alberi camporili), che caratterizzano il contesto di inserimento;
- - insediamenti, complessi e manufatti di valore storico-testimoniale presenti negli ambiti territoriali di pertinenza delle trasformazioni;
- - i percorsi della viabilità storica e della mobilità lenta; quali elementi di connessione tra insediamenti, emergenze architettoniche
- - gli assetti agrari tradizionali in riferimento alle sistemazioni idraulico-agrarie ad essi correlate, alla viabilità poderale e interpoderale, al mantenimento degli assetti agrari tradizionali, alla diversificazione colturale, alla leggibilità dei rapporti tra usi del suolo storicamente consolidati e trame agrarie;
- - i punti di vista (belvedere) e le visuali panoramiche (fulcri, coni e bacini visivi ad alta intervisibilità);
* Gli interventi devono rispettare la struttura orografica dei luoghi, escludendone alterazioni sostanziali e limitando sbancamenti e movimenti di terra.
* Il sistema infrastrutturale esistente deve rappresentare il riferimento per la movimentazione veicolare; gli accessi principali devono avvenire dalla viabilità esistente.
* Eventuale nuova viabilità, da ammettersi unicamente come collegamento alla viabilità principale, sarà realizzata con caratteri tipici della maglia poderale.
* Gli interventi devono prevedere l'eliminazione dei manufatti precari esistenti ed il superamento del degrado, individuando corrette soluzioni insediative.
* Dovranno essere evitate le configurazioni morfologiche degli insediamenti, le tipologie degli edifici, le sistemazioni della viabilità, delle aree libere, dei parcheggi e delle pertinenze che richiamino modelli insediativi di tipo urbano.
* Dovrà essere evitata la dispersione insediativa nel territorio rurale, pertanto gli interventi dovranno configurarsi in maniera unitaria ed integrata e con le caratteristiche morfologiche del borgo rurale, stabilendo corrette relazioni fisico-funzionali e paesaggistiche fra l'edificato esistente, i nuovi edifici e le aree libere, verdi e boscate interne ed esterne all'ambito.
* Laddove vi siano preesistenze edificate i nuovi fabbricati dovranno essere collocati nelle loro adiacenze e configurarsi come ampliamento dell'esistente.
* I nuovi fabbricati, i fabbricati preesistenti, le attrezzature all'aperto, i parcheggi, i percorsi e le aree verdi devono costituire un insieme organico ed essere correttamente inseriti nell'ambito di trasformazione e nel contesto paesaggistico-ambientale.
* La tipologia dei fabbricati deve essere di tipo tradizionale e di forma regolare; possono essere utilizzati tipologie e materiali contemporanei purché i fabbricati ed i complessi raggiungano una elevata qualità architettonica e paesaggistica; sono da evitare tutte le tipologie ed i materiali tipici dei fabbricati specialistici non coerenti con i contesti rurali.
* Le aree libere, i piazzali ed i parcheggi devono avere superficie permeabile di tipo naturale (sterrato, inghiaiato, a verde); deve essere limitata l'asfaltatura e/o la pavimentazione della viabilità interna all'ambito, delle aree libere e delle aree di parcheggio, ad eccezione dei marciapiedi e di modeste aree e percorsi a servizio degli edifici e delle attrezzature all'aperto, per le quali devono essere utilizzati materiali adeguati al contesto rurale.
* Devono essere conservate ed implementate le specie arboree ed arbustive presenti.
* Le recinzioni dovranno essere limitate e realizzate con materiali e tecniche tradizionali, coerenti con il territorio rurale e tali da non costituire una barriera visiva fra l'area stessa ed il contesto paesaggistico circostante.
* Le trasformazioni non dovranno alterare la qualità morfologica e percettiva del contesto rurale paesaggistico in cui sono inserire non dovranno determinare un impatto visivo sproporzionato al contesto.
* Deve essere garantita la compatibilità paesaggistica ed ambientale delle aree di parcheggio e dei piazzali, che devono avere superficie permeabile e coerente per disegno, materiali, finiture e colori al contesto paesaggistico-ambientale e rurale di riferimento.
* Deve essere prevista la tutela delle aree boscate interne agli ambiti di trasformazione; le nuove piantumazioni devono garantire la continuità con la vegetazione esistente nel contesto di riferimento, anche in termini di sviluppo della rete ecologica locale, in un'ottica di tutela, mitigazione e continuità con il territorio rurale circostante l'area di intervento.
* Gli interventi devono garantire la tutela delle risorse ambientali con particolare attenzione per l'approvvigionamento idrico ed energetico e la depurazione, che dovranno realizzarsi in maniera per quanto possibile autonoma e da fonti rinnovabili. Per gli edifici è prescritto l'utilizzo di tecniche di bio-edilizia, di risparmio energetico ed utilizzo di fonti rinnovabili di energia.
* Gli interventi devono garantire la qualità paesaggistica delle visuali panoramiche, sia attive (da siti di osservazione) sia passive (verso siti di pregio contermini); a tale scopo i progetti dovranno essere corredati da appositi elaborati che verifichino l'intervisibilità dell'intervento in relazione al contesto paesaggistico (vedi gli elaborati del PIT/PPR "Visibilità e caratteri percettivi": Carta della intervisibilità teorica assoluta e Carta della intervisibilità ponderata delle reti della fruizione paesaggistica).
* Deve essere garantita l'adeguata regimazione delle acque superficiali e la tutela del reticolo idrografico.
* Le piscine e le attrezzature sportive e per il tempo libero devono essere adeguatamente inserite nel contesto rurale e non deve comportare pavimentazioni o impermeabilizzazioni di aree libere eccedenti il minimo indispensabile per l'utilizzo. L'approvvigionamento idrico delle piscine dovrà avvenire tramite risorse autonome, previa verifica di compatibilità con il sistema ambientale e con la disponibilità di risorsa idrica. Devono essere definiti accorgimenti efficaci per contenere l'impatto paesaggistico (ad esempio collocazione di siepi e alberature, scelta di aree non percepibili alla visuale, ubicazione nelle pertinenze dei fabbricati ecc.).
