Art. 13 Ricognizione delle regole statutarie del PTCP

La Provincia di Grosseto è dotata di Piano Territoriale di Coordinamento approvato con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 20 dell'11/06/2010, mentre con Delibera del Consiglio Provinciale di Grosseto n. 38 del 24/09/2021 è stato adottato il nuovo PTCP.

1. Sistemi Territoriali

I sistemi territoriali riconosciuti dal PTCP di Grosseto costituiscono la base conoscitiva e statutaria condivisa fra i tre Comuni, che definisce le relazioni fra i Sistemi Territoriali del P.S.I., e sono rappresentati nell'elaborato "ST5_Sistemi territoriali P.S.I. e PTCP".

I caratteri specifici, i principi generatici e le regole che assicurano la tutela e la riproduzione delle componenti identitarie qualificative dei sistemi territoriali riconosciuti dal PTCP costituiscono invarianti strutturali del P.S.I.

I sistemi territoriali del PTCP che vengono assunti come parte fondativa dello Statuto del P.S.I. sono costituiti dalle Unità Morfologiche Territoriali (U.M.T.) e dagli Ambiti a Ridotto Potenziale Antropico (A.R.P.A.).

Le UMT, riconosciute e descritte dal PTCP 2010 previgente della Provincia di Grosseto nella Scheda 8A, sono state rielaborate ed adeguate nel nuovo PTCP alle norme e Piani sovraordinati nel frattempo intervenuti, descritte e normate nell'Album degli ambiti di paesaggio e delle U.M.T. allegato allo Statuto del PTCP.

Le componenti patrimoniali che interessano i comuni di Manciano, Pitigliano e Sorano sono descritte di seguito, attraverso la indicazione dei caratteri specifici, i principi generativi e delle regole che assicurano la tutela e la riproduzione delle componenti identitarie qualificative del patrimonio territoriale.

* CP3 - Valle del Medio Albegna

Inquadramento territoriale

Sistema collinare degradante nel fondo vallivo dell'Albegna. Morfologia dolce e ondulata delle colline plioceniche a prevalente matrice argillosa. Aree di deposito alluvionale nel fondovalle. Affioramenti travertinosi a Saturnia.

Settori morfologici principali

• Assetti dell'impianto medioevale nei ripiani travertinosi e nei depositi eluviali

Rilievi collinari caratterizzati dalla scarsa presenza di superfici boscate e da estesi di seminativi e/o prati-pascoli talvolta organizzati in veri e propri "campi chiusi" sui suoli argillosi. Sul ripiano travertinoso appezzamenti di colture arboree (oliveti) attorno all'aggregato di castello con fattoria di Saturnia. La viabilità segue le linee di crinale e supporta un rado insediamento sparso situato sulla sommità dei colli.

• Assetti dell'appoderamento otto-novecentesco nei depositi alluvionali

Piani a seminativo caratterizzati, nell'orditura dei campi e nella rete degli scoli, dagli assetti della bonifica idraulica dei secoli scorsi, soprattutto dell'Opera Nazionale Combattenti. L'azione di bonifica e colonizzazione agraria del regime fascista porta alla formazione di numerosi poderi, spesso designati semplicemente con un numero, strutturati dai nuovi centri di sevizio [...], distinguibili per la loro posizione nodale all'interno di una maglia larga e irregolare di strade interpoderali. Raggiungimento di un equilibrio stabile terra-insediamenti agricoli nella fusione tra la regolare scansione della rete degli scoli e il disegno delle strutture fondiarie. [...]

Distribuzione spaziale che associa i boschi, posti sulle vicine pendici collinari e le colture arboree circostanti gli edifici colonici, alla cerealicoltura del piano.

• Assetti dell'appoderamento otto-novecentesco nelle colline argillose

Sulle molli ondulazioni collinari estesi coltivi a maglia larga, seminativi e/o prati-pascoli generalmente organizzati in "campi chiusi" o "prati pascoli" con alberi isolati e a gruppi, intercalati a consistenti nuclei boscati a prevalenza di lecci (Quercus ilex) e sughere (Quercus pubescens) soprattutto nei versanti più bassi e nei fondi vallivi. Siepi vive in corrispondenza di fossi, di discontinuità del rilievo, di confini di proprietà. La vasta dimensione dei campi a seminativo e a pascolo genera un insediamento sparso debole e diradato situato sulla sommità dei colli, dove il rischio di frane e smottamenti è ridotto al minimo, mentre la viabilità segue le linee di crinale. Ruolo strutturante delle Fattorie di Pomonte, Cavallini e Colle Lupo.

• Assetti dell'appoderamento otto-novecentesco nelle colline argillose sabbiose e ciottolose

Rilievi collinari con presenza significativa di colture arborate (oliveti) e seminativi [...].

• Assetti della Riforma Agraria nei depositi alluvionali

L'ampio fondovalle dell'Albegna, tra la Marsiliana e la Fattoria Cavallini, è contrassegnato lungo la S.R. N°74 "Maremmana" e la S.P. N°146 di "Aquilaia" dal tipico "appoderamento a nuclei" dell'Ente Maremma. Fabbricati allineati lungo le strade e avvicinati ai confini comuni dei fondi in modo che risultino a gruppi di due, tre o quattro poderi. Indirizzo prevalentemente cerealicolo-zootecnico, anche se ai seminativi è associata un'intensificazione colturale indirizzata verso l'olivicoltura e in misura minore verso vigneti e frutteti. Lungo la strada [...] regionale "Maremmana" sono edificati, come centri di servizio per l'area di nuova colonizzazione, i borghi [...] della Sgrilla e dello Sgrillozzo.

• Assetti della Riforma Agraria nelle colline argillose

Trasformazione di quest'area collinare, caratterizzata da un appoderamento rado, generalmente posto sulla sommità dei rilievi, e dalla vasta dimensione dei campi a seminativo e pascolo, secondo un'organizzazione spaziale connotata da una maglia quasi geometrica. L'Ente Maremma rafforza l'insediamento colonico (scorporato dalle grandi proprietà ed inserito all'interno della nuova scansione fondiaria) e gli assetti poderali precedentemente istituiti sul sistema "strada di crinale/podere" e ne istituisce di nuovi, sostenuti da una viabilità rurale a questi trasversale. Ricucitura fra vecchio e nuovo nell'andamento più tortuoso della viabilità poderale aderente alla morfologia del rilievo. [...]

Indirizzo colturale prevalentemente cerealicolo-zootecnico con valorizzazione delle colture foraggere e introduzione dell'allevamento stallino, cui è associata un'intensificazione colturale indirizzata verso l'olivicoltura e in misura minore verso vigneti e frutteti.

Dinamiche in atto

Crescita di superfici specializzate a vigneto e oliveto in tutti i settori morfologici con realizzazione di impianti di vigneti "a rittochino". Processi di semplificazione ed omologazione del paesaggio agrario, oltre alla compromissione della stabilità dei suoli, per l'accorpamento dei fondi causato dalla diffusione delle nuove tecniche di coltivazione. Nei piani processi di semplificazione della maglia agraria e del sistema scolante per l'introduzione di colture industriali quali il mais, girasole e colture orticole. Buona presenza di foraggere alternate ai prati permanenti e ai pascoli legati all'allevamento di ovini, bovini e suini.

Fenomeni di deruralizzazione del patrimonio edilizio e delle aree agricole nelle zone collinari e di piano innescati dallo sviluppo dell'agriturismo e del turismo rurale legati alla notorietà del polo termale di Saturnia. Proliferazione di annessi agricoli intorno a Saturnia ed ai limitrofi rilievi collinari, solo in parte legati a vigne ed orti per uso familiare o forme di agricoltura part-time. La trasformazione urbana dell'aggregato di castello di Saturnia avviene con decisi sviluppi lineari lungo la viabilità principale ed occupazione dei versanti a maggiore panoramicità.

Indirizzi operativi

1. Configurazioni Morfologico- naturali da mantenere:

• i nuclei e delle piante di sughera.

2. Configurazioni Morfologico-agrarie da mantenere:

• la maglia dei "campi chiusi", in particolare il disegno strutturante delle folte siepi arborate, evitando la dispersione delle nuove costruzioni rurali;

• le aree di piano, con il mantenimento, dove esistente, delle sistemazioni di bonifica, della vegetazione ripariale non interagente con l'efficienza idraulica, della viabilità campestre, dell'orientamento dei campi, delle piantate residue, delle siepi, delle siepi alberate, delle alberature a filari, a gruppi e isolate;

• la maglia dei prati-pascoli con alberi isolati o a gruppi, in particolare le querce isolate o a gruppi nei campi aperti, la vegetazione arborea lineare lungo gli impluvi e le siepi alberate lungo la viabilità rurale;

• la rete dei percorsi della transumanza quali elementi strutturanti ed identitari del territorio rurale.

3. Configurazioni Morfologico-insediative:

• tutelare i centri murati e gli aggregati, le ville-fattoria e i complessi architettonici, incluso l'intorno territoriale ad essi legato da relazioni funzionali, percettive, storiche o figurative per salvaguardarne l'integrità e la visione panoramica;

• evitare i sistemi insediativi lineari lungo la viabilità di rango nazionale, regionale, provinciale e su quella non idonea ed adeguata al servizio degli insediamenti;

• garantire, negli insediamenti di nuova formazione, un'articolazione equilibrata di tipi edilizi e spazi pubblici che concorrano alla formazione di ambienti urbani armonici, oltre ad evitare la privatizzazione delle viste nei luoghi a maggiore panoramicità;

• garantire la compatibilità tra tipi edilizi del patrimonio insediativo storico e forme del riuso;

• porre attenzione alla progettazione delle aree verdi, poste a sutura tra aree agricole, nuove espansioni residenziali e centro storico, quali elementi di definizione del margine urbano;

• riqualificare le aree pertinenziali delle case coloniche attraverso regole che inibiscano la costruzione di locali ipogei ad uso garage e dettino criteri e modi per la realizzazione di tettoie, recinzioni e schermature, la sistemazione della viabilità di servizio e l'impianto di vegetazione arborea, al fine di evitare rilevanti cesure con il territorio agricolo;

• tutelare i punti di sosta di interesse panoramico lungo tutto il sistema viario evitando la realizzazione di barriere visive.

4. Aree di Riqualificazione Morfologica:

• definizione del margine urbano rispetto alla campagna tramite sistemazioni arboree o formazione di aree verdi con funzioni ricreazionali ed ecologiche.

Vocazioni da sviluppare

Valorizzazione economica, nel rispetto dei valori formali dell'UMT, delle risorse storico- naturali, delle produzioni tipiche locali e delle forme di turismo sostenibile ad esse collegato attraverso la disincentivazione sul territorio aperto dei fenomeni di dispersione insediativa, soprattutto nelle aree limitrofe al centro abitato di Saturnia, e la promozione di misure volte ad incentivare, nell'ambito delle opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale, forme di agricoltura specializzata che limitino i fenomeni erosivi derivanti dalla presenza di vaste aree di vigneto specializzato oltre a consentire il mantenimento degli assetti agrari tradizionali presenti. Eventuali interventi di nuovo appoderamento perseguiranno le regole insediative della preesistenza.

* CP4 - Colline di Montauto

Inquadramento territoriale

Sistema di crinali collinari disposti secondo andamento "antiappenninico" in direzione" nord/est -sud/ovest compresi tra il Fiume Fiora ed il Fosso del Tafone. Rilievi pliocenici di bassa collina a matrice argillosa e depositi alluvionali.

Settori morfologici principali

• Assetti dell'appoderamento otto-novecentesco nelle colline argillose e nei depositi alluvionali

Rilievi collinari per secoli crocevia di percorsi di transumanza, sia a scala locale che regionale caratterizzati, verso il fiume Fiora, da copertura forestale continua (zona Poggio Costone, Roccaccia di Montauto, Vetta del Castellaccio) di boschi appartenenti al genere Quercus o alle sclerofille sempreverdi, verso il Tafone e la S.P. N°67 di "Campigliola", dalla significativa presenza di seminativi alternati a prati-pascoli contrassegnati dal disegno strutturante delle folte siepi alberate coincidente con gli impluvi delimitanti gli appezzamenti.

Tale diversificazione di uso del suolo permette alla Fattoria di Montauto di generare, su derivazioni a pettine dalla provinciale, unità poderali autosufficienti lungo i crinali, il diretto sfruttamento della risorsa forestale legato al pascolamento brado di bestiame stanziale (bovini, equini e suini) o transumante (ovino) nelle bandite o nelle aree boscate del fondovalle ed al periodico taglio del soprassuolo.

Dinamiche in atto

Buona presenza di foraggere alternate ai prati permanenti e ai pascoli legati all'allevamento di ovini, bovini e suini.

Lenta crescita di superfici specializzate a vigneto e oliveto.

Fenomeni di deruralizzazione del patrimonio edilizio e delle aree agricole nelle zone collinari e di piano innescati dallo sviluppo del turismo rurale e della multifunzionalità agricola.

Indirizzi operativi

1. Configurazioni Morfologico- naturali da mantenere:

• il patrimonio boschivo attraverso una corretta gestione delle pratiche forestali e garantire la presenza di un mosaico di elementi diversi come pattern essenziale per la conservazione della biodiversità vegetale.

2. Configurazioni Morfologico-agrarie da mantenere:

• la rete dei percorsi della transumanza quali elementi strutturanti ed identitari del territorio rurale.

3. Configurazioni Morfologico-insediative:

• tutelare i centri murati e gli aggregati, le ville-fattoria e i complessi architettonici, incluso l'intorno territoriale ad essi legato da relazioni funzionali, percettive, storiche o figurative per salvaguardarne l'integrità e la visione panoramica;

• garantire la compatibilità tra tipi edilizi del patrimonio insediativo storico e forme del riuso;

• riqualificare le aree pertinenziali delle case coloniche attraverso regole che inibiscano la costruzione di locali ipogei ad uso garage e dettino criteri e modi per la realizzazione di tettoie, recinzioni e schermature, la sistemazione della viabilità di servizio e l'impianto di vegetazione arborea, al fine di evitare rilevanti cesure con il territorio agricolo;

• tutelare i punti di sosta di interesse panoramico lungo tutto il sistema viario evitando la realizzazione di barriere visive.

Vocazioni da sviluppare

Valorizzazione economica, nel rispetto dei valori formali dell'UMT, delle risorse storico- naturali e delle produzioni tipiche locali mediante il sostegno all'attività agricola, la gestione di forme di turismo sostenibile, la promozione della ricerca scientifica e dell'educazione ambientale. Programmazione di misure volte ad incentivare, nell'ambito delle opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale, forme di agricoltura specializzata che limitino i fenomeni erosivi derivanti dalla presenza di vigneti specializzati oltre a consentire il mantenimento degli assetti agrari tradizionali presenti. Eventuali interventi di nuovo appoderamento perseguiranno le regole insediative della preesistenza.

* R10.2 - Versante di S. Martino (T.E.R.A.)

Inquadramento territoriale

Sistema montuoso e alto-collinare composto da affioramenti dei rilievi strutturali a diversa composizione litologica attraversato in direzione nord-sud dall'ampio alveo fluviale del Fiume Fiora. Una lunga vallata con terrazzi fluviali e tratti di deposito alluvionale.

Settori morfologici principali

• Assetti dell'insediamento di montagna nei rilievi strutturali

Sistema insediativo accentrato nelle aree di contatto tra i boschi di cerro e/o castagno e le aree a valenza pastorale ed agricola organizzate nella maglia dei "campi chiusi" o dei "prati pascoli" con alberi isolati e a gruppi su scisti calcareo-argillose. Posizione baricentrica tra superfici castagnate (terreni arenacei del Macigno) e suoli agricoli (terreni argillosi dei Galestri e Palombini) [...] degli aggregati la cui genesi è legata alla piccola proprietà montana. Questa si concentra in minuscoli centri, disposti lungo la viabilità principale, intorno ai quali sono situati, relativamente riuniti, appezzamenti di castagneto, orto, seminativo di cui si compone, mentre la relativa vicinanza ai pascoli estivi consente di offrire servizi alla "pastorizia transumante".

• Assetti dell'impianto medioevale nei rilievi strutturali

Sistema insediativo accentrato nelle aree di contatto tra i mosaici agricoli complessi con colture arboree (oliveti e vigneti) sugli affioramenti arenacei e aree a valenza pastorale ed agricola, organizzate nella maglia dei "campi chiusi" o dei "prati pascoli" con alberi isolati e a gruppi, intercalate a nuclei boscati (in genere leccete e/o sugherete) sulle scisti calcareo- argillose.

L'aggregato a forma chiusa di Capanne e quelli lineari di Poggio Murella e San Martino sul Fiora sono insediamenti di matrice agricolo-pastorale sviluppatisi in età moderna (XVI- XVIII sec.) lungo antichi assi di transumanza. Essi devono il loro assetto, soprattutto, alla piccola proprietà fondiaria formatasi a seguito delle allivellazioni leopoldine. Questa si concentra nei minuscoli centri intorno ai quali sono situati, relativamente riuniti, appezzamenti olivati e a seminativo di cui si compone, mentre la presenza di ampie superfici pascolative consente di offrire servizi alla "pastorizia transumante".

• Assetti dell'appoderamento otto-novecentesco nei depositi alluvionali e nelle colline sabbiose e ciottolose

Corso del fiume Fiora caratterizzato da greti sassosi, terrazzi fluviali, formazioni arboree ripariali (Salix alba, Populus alba, P.nigra) e versanti boscati a dominanza di latifoglie termofile e mesofile. Nella zona di Pian dei Laschi, tra la confluenza del Fosso Rigo e del Torrente Tegone nel Fiora, e di Volpaio, sotto la Fattoria Pianacce, presenza di aree boscate, seminativi e prati pascoli. Orientamento dei campi e della rete scolante relazionati al corso del Fiume Fiora.

L'integrazione, attraverso il sistema strutturante delle folte siepi alberate delimitanti gli appezzamenti a prato-pascolo e/o seminativo, con il sistema della transumanza permetteva in passato al sistema di villa - fattoria di generare unità poderali sui rilievi senza interferire con la consuetudine al pascolamento brado di bestiame stanziale (bovini, equini e suini) o transumante (ovino) nelle aree boscate o nelle apposite "bandite" del fondovalle. La necessità di una vasta estensione dei campi a seminativo e a pascolo genera un insediamento sparso debole e diradato situato sulla sommità dei colli o ai margini del pedecolle lungo una viabilità che scorre parallela al Fiora. [...]

• Assetti dell'appoderamento otto-novecentesco nei rilievi strutturali

Rilievi caratterizzati, sui crinali, da aree a seminativo e/o prato pascolo, talvolta organizzate in veri e propri "campi chiusi", intercalati a nuclei boscati, appartenenti al genere Quercus, nei versanti più bassi.

Tale diversificazione di uso del suolo permette alle villa/fattoria [...] la formazione di unità poderali autosufficienti che non interferiscono con il diretto sfruttamento della risorsa forestale legato al pascolamento brado di bestiame stanziale (bovini, equini e suini) o transumante (ovino) ed al periodico taglio del soprassuolo. [...]

Dinamiche in atto

Processi di abbandono soprattutto nella struttura dei rilievi.

Espansione del bosco e dell'incolto a detrimento dei suoli agricoli e dei castagneti. Distribuzione spaziale delle aree agricole irregolare e connotata da foraggere alternate ai prati permanenti e ai pascoli.

Marginalizzazione degli edifici e degli aggregati rurali nelle zone meno accessibili e lontane dai centri abitati principali con perdita della viabilità minore ad essi collegata.

Limitato sviluppo delle attività turistico rurali e agrituristiche.

Ruolo attrattivo della viabilità principale con densificazione edilizia e formazione di cortine lineari lungo strada [...].

Indirizzi operativi

1. Configurazioni Morfologico- naturali da mantenere:

• il patrimonio boschivo attraverso una corretta gestione delle pratiche forestali e garantire la presenza di un mosaico di elementi diversi come pattern essenziale per la conservazione della biodiversità vegetale;

• i castagneti da frutto ed il recupero di quelli in stato di abbandono;

• i nuclei e delle piante di sughera.

2. Configurazioni Morfologico-agrarie da mantenere:

• la maglia dei "campi chiusi", in particolare il disegno strutturante delle folte siepi arborate, evitando la dispersione delle nuove costruzioni rurali;

• la maglia dei prati-pascoli con alberi isolati o a gruppi, in particolare le querce isolate o a gruppi nei campi aperti, la vegetazione arborea lineare lungo gli impluvi e le siepi alberate lungo la viabilità rurale;

• la rete dei percorsi della transumanza quali elementi strutturanti ed identitari del territorio rurale.

3. Configurazioni Morfologico-insediative:

• tutelare i centri murati e gli aggregati, le ville-fattoria e i complessi architettonici, incluso l'intorno territoriale ad essi legato da relazioni funzionali, percettive, storiche o figurative per salvaguardarne l'integrità e la visione panoramica;

• evitare i sistemi insediativi lineari lungo la viabilità di rango nazionale, regionale, provinciale e su quella non idonea ed adeguata al servizio degli insediamenti;

• garantire, negli insediamenti di nuova formazione, un'articolazione equilibrata di tipi edilizi e spazi pubblici che concorrano alla formazione di ambienti urbani armonici, oltre ad evitare la privatizzazione delle viste nei luoghi a maggiore panoramicità;

• garantire la compatibilità tra tipi edilizi del patrimonio insediativo storico e forme del riuso;

• porre attenzione alla progettazione delle aree verdi, poste a sutura tra aree agricole, nuove espansioni residenziali e centro storico, quali elementi di definizione del margine urbano;

• riqualificare le aree pertinenziali delle case coloniche attraverso regole che inibiscano la costruzione di locali ipogei ad uso garage e dettino criteri e modi per la realizzazione di tettoie, recinzioni e schermature, la sistemazione della viabilità di servizio e l'impianto di vegetazione arborea, al fine di evitare rilevanti cesure con il territorio agricolo;

• tutelare i punti di sosta di interesse panoramico lungo tutto il sistema viario evitando la realizzazione di barriere visive.

Vocazioni da sviluppare

Valorizzazione economica, nel rispetto dei valori formali dell'UMT, delle risorse storico- naturali, delle produzioni tipiche locali e delle forme di turismo sostenibile ad esse collegato attraverso la promozione di misure volte ad incentivare, nell'ambito delle opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale, il mantenimento degli assetti agrari tradizionali presenti. Eventuali interventi di nuovo appoderamento perseguiranno le regole insediative della preesistenza.

* R10.3 - Versante di Selvena (T.E.R.A.)

Inquadramento territoriale

Sistema montuoso e alto-collinare composto da affioramenti dei rilievi strutturali a diversa composizione litologica attraversato in direzione nord-sud dall'ampio alveo fluviale del Fiume Fiora. Una lunga vallata con terrazzi fluviali e tratti di deposito alluvionale.

Settori morfologici principali

• Assetti dell'insediamento di montagna nei rilievi strutturali

Sistema insediativo accentrato nelle aree di contatto tra i boschi di cerro e/o castagno e le aree a valenza pastorale ed agricola organizzate nella maglia dei "campi chiusi" o dei "prati pascoli" con alberi isolati e a gruppi su scisti calcareo-argillose. Posizione baricentrica tra superfici castagnate (terreni arenacei del Macigno) e suoli agricoli (terreni argillosi dei Galestri e Palombini) [...] degli aggregati rurali di Poggio Montone, Montebuono e Grotte Cavalieri. Aggregati la cui genesi è legata alla piccola proprietà montana formatasi nel XVIII sec. a seguito delle allivellazioni leopoldine. Questa si concentra in minuscoli centri, disposti lungo la viabilità principale, intorno ai quali sono situati, relativamente riuniti, appezzamenti di castagneto, orto, seminativo di cui si compone, mentre la relativa vicinanza ai pascoli estivi consente di offrire servizi alla "pastorizia transumante".

Lo sviluppo dell'attività minerarie connesse all'estrazione e al trattamento del cinabro mercurifero, tra XIX e XX secolo, non modifica la dislocazione del modello insediativo. L'integrazione tra reddito agricolo e reddito operaio lega i piccoli aggregati ancor di più al sistema delle percorrenze innescandone una crescita lineare e diffusa lungo il circuito viario che lega Castellazzara - Poggio Montone - Selvena - Miniera Merone - Montebuono - Grotte Cavalieri - Elmo - Castellazzara (SP. N°4 "Santa Fiora-Pitigliano", SP. N°34 "Selvena", SP. N°99 "Montevitozzo", SP. N°76 "Montorio"). [...]

Dinamiche in atto

Processi di abbandono a detrimento dei suoli agricoli e dei castagneti con espansione del bosco e dell'incolto. Distribuzione spaziale delle aree agricole irregolare e connotata da foraggere alternate ai prati permanenti e ai pascoli.

Marginalizzazione degli edifici e degli aggregati rurali nelle zone meno accessibili e lontane dai centri abitati principali con perdita della viabilità minore ad essi collegata. Limitato sviluppo delle attività turistico rurali e agrituristiche.

Ruolo attrattivo della viabilità principale con densificazione edilizia e formazione di vere e proprie cortine lineari lungo strada negli aggregati.

Indirizzi operativi

1. Configurazioni Morfologico- naturali da mantenere:

• il patrimonio boschivo attraverso una corretta gestione delle pratiche forestali e garantire la presenza di un mosaico di elementi diversi come pattern essenziale per la conservazione della biodiversità vegetale;

• i castagneti da frutto ed il recupero di quelli in stato di abbandono.

2. Configurazioni Morfologico-agrarie da mantenere:

• la maglia dei "campi chiusi", in particolare il disegno strutturante delle folti siepi arborate, evitando la dispersione delle nuove costruzioni rurali;

• la maglia dei prati-pascoli con alberi isolati o a gruppi, in particolare le querce isolate o a gruppi nei campi aperti, la vegetazione arborea lineare lungo gli impluvi e le siepi alberate lungo la viabilità rurale;

• la rete dei percorsi della transumanza quali elementi strutturanti ed identitari del territorio rurale.

3. Configurazioni Morfologico-insediative:

• tutelare i centri murati e gli aggregati, le ville-fattoria e i complessi architettonici, incluso l'intorno territoriale ad essi legato da relazioni funzionali, percettive, storiche o figurative per salvaguardarne l'integrità e la visione panoramica;

• evitare i sistemi insediativi lineari lungo la viabilità di rango nazionale, regionale, provinciale e su quella non idonea ed adeguata al servizio degli insediamenti;

• garantire, negli insediamenti di nuova formazione, un'articolazione equilibrata di tipi edilizi e spazi pubblici che concorrano alla formazione di ambienti urbani armonici, oltre ad evitare la privatizzazione delle viste nei luoghi a maggiore panoramicità;

• garantire la compatibilità tra tipi edilizi del patrimonio insediativo storico e forme del riuso;

• porre attenzione alla progettazione delle aree verdi, poste a sutura tra aree agricole, nuove espansioni residenziali e centro storico, quali elementi di definizione del margine urbano;

• riqualificare le aree pertinenziali delle case coloniche attraverso regole che inibiscano la costruzione di locali ipogei ad uso garage e dettino criteri e modi per la realizzazione di tettoie, recinzioni e schermature, la sistemazione della viabilità di servizio e l'impianto di vegetazione arborea, al fine di evitare rilevanti cesure con il territorio agricolo;

• tutelare i punti di sosta di interesse panoramico lungo tutto il sistema viario evitando la realizzazione di barriere visive.

Vocazioni da sviluppare

Valorizzazione economica, nel rispetto dei valori formali dell'UMT, delle risorse storico- naturali, in particolare [...] delle produzioni tipiche locali e delle forme di turismo sostenibile ad esse collegato attraverso la promozione di misure volte ad incentivare, nell'ambito delle opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale, il mantenimento degli assetti agrari tradizionali presenti. Eventuali interventi di nuovo appoderamento perseguiranno le regole insediative della preesistenza.

* R10.4 - Poggi di Castell'Azzara (T.E.R.A.)

Inquadramento territoriale

Sistema montuoso e alto-collinare caratterizzato da rilievi del Monte Penna e del Monte Civitella. Morfologia piuttosto acclive composta da affioramenti dei rilievi strutturali a diversa composizione litologica.

Settori morfologici principali

• Assetti dell'insediamento di montagna nei rilievi strutturali

Boschi misti di cerro e rovere, con importante presenza del faggio, alternati ad ampie estensioni a seminativo e/o prato pascolo organizzate nella maglia dei "prati pascoli" con alberi isolati e a gruppi su scisti calcareo-argillose.

Insediamento accentrato nelle aree di contatto tra i boschi di cerro e le aree a valenza pastorale ed agricola. Posizione baricentrica tra superfici boscate e suoli agricoli [...] degli aggregati lineari di Montevitozzo, Cerretino, Ronzinami e degli aggregati rurali di Le Capannelle e l'Elmo. La genesi degli aggregati rurali è legata alla piccola proprietà montana formatasi nel XVIII sec. a seguito delle allivellazioni leopoldine. Questa si concentra in minuscoli centri, disposti lungo la viabilità principale, intorno ai quali sono situati, relativamente riuniti, appezzamenti di castagneto, orto, seminativo di cui si compone, mentre la relativa vicinanza ai pascoli estivi consente di offrire servizi alla "pastorizia transumante". Lo sviluppo dell'attività minerarie connesse all'estrazione e al trattamento del cinabro mercurifero, tra XIX e XX secolo, non rompe l'accentramento insediativo. L'integrazione tra reddito agricolo e reddito operaio lega i piccoli aggregati ancor di più al sistema delle percorrenze innescandone una crescita lineare e diffusa lungo il circuito viario che lega Castell'Azzara - Cerretino - Montevitozzo - Le Capannelle - Elmo - Montebuono - Selvena - Castell'Azzara (SP. N°4 "Santa Fiora-Pitigliano", SP. N°34 "Selvena", SP. N°99 "Montevitozzo", SP. N°76 "Montorio"). [...]

Insediamento sparso in stretto rapporto di continuità ed integrazione funzionale con il centro murato e gli aggregati, dislocato direttamente lungo la viabilità di crinale o su piccole diramazioni "a pettine" necessarie alla raggiungibilità dei fondi composto da annessi rurali (casotti) o da scarse unità poderali facenti capo o alla piccola proprietà paesana o a maggiorenti locali.

All'interno delle superfici boscate, lungo il tracciato di crinale della SP n°4 "Pitigliano-Santa Fiora" [...] serie di edifici colonici associati ad ampie "insulae coltivate", organizzate al loro interno in veri e propri campi chiusi, destinati ad attività agro- pastorali o di sfruttamento delle risorse forestali.

• Assetti dell'appoderamento otto-novecentesco nei piani alluvionali

Piani a seminativo caratterizzati da scarsa pendenza. La villa/fattoria Sforzesca relaziona, la conformazione, l'orientamento dei campi e della rete scolante al Torrente Siele, distribuendo regolarmente l'insediamento colonico lungo una viabilità principale che scorre parallela al corso d'acqua o nella viabilità a pettine che da questa si dirama verso i rilievi pedecollinari. Distribuzione spaziale che associa i boschi, posti sulle vicine pendici collinari e le colture arboree circostanti gli edifici colonici, alla cerealicoltura del piano.

Dinamiche in atto

Processi di abbandono soprattutto nella struttura dei rilievi. Espansione del bosco e dell'incolto a detrimento dei suoli agricoli e dei castagneti.

Distribuzione spaziale delle aree agricole irregolare e connotata da foraggere alternate ai prati permanenti e ai pascoli.

Lenta crescita dello sviluppo del turismo rurale e dell'agriturismo.

Marginalizzazione degli edifici nelle zone meno accessibili e lontane dai centri abitati principali con perdita della viabilità minore ad essi collegata. [...] Ruolo attrattivo della viabilità principale con densificazione edilizia e formazione di vere e proprie cortine lineari lungo strada negli aggregati.

Indirizzi operativi

1. Configurazioni Morfologico- naturali da mantenere:

• il patrimonio boschivo attraverso una corretta gestione delle pratiche forestali e garantire la presenza di un mosaico di elementi diversi come pattern essenziale per la conservazione della biodiversità vegetale;

• i castagneti da frutto ed il recupero di quelli in stato di abbandono.

2. Configurazioni Morfologico-agrarie da mantenere:

• i brani di coltura promiscua e le eventuali sistemazioni idraulico-agrarie (terrazzamenti e ciglionamenti) esistenti intorno all'insediamento storico anche attraverso il recupero degli oliveti e vigneti abbandonati e l'eliminazione delle forme invasive del bosco;

• la maglia dei "campi chiusi", in particolare il disegno strutturante delle folte siepi arborate, evitando la dispersione delle nuove costruzioni rurali;

• d le emergenze del disegno del suolo e del paesaggio agrario, le insulae coltivate all'interno del bosco, evitando l'avanzamento di quest'ultimo nelle radure, oltre a consentire la permanenza di tracce significative di piante arboree di notevoli dimensioni, isolate o a gruppi;

• la maglia dei prati-pascoli con alberi isolati o a gruppi, in particolare le querce isolate o a gruppi nei campi aperti, la vegetazione arborea lineare lungo gli impluvi e le siepi alberate lungo la viabilità rurale;

• la rete dei percorsi della transumanza quali elementi strutturanti ed identitari del territorio rurale.

3. Configurazioni Morfologico-insediative:

• tutelare i centri murati e gli aggregati, le ville-fattoria e i complessi architettonici, incluso l'intorno territoriale ad essi legato da relazioni funzionali, percettive, storiche o figurative per salvaguardarne l'integrità e la visione panoramica;

• evitare i sistemi insediativi lineari lungo la viabilità di rango nazionale, regionale, provinciale e su quella non idonea ed adeguata al servizio degli insediamenti;

• garantire, negli insediamenti di nuova formazione, un'articolazione equilibrata di tipi edilizi e spazi pubblici che concorrano alla formazione di ambienti urbani armonici, oltre ad evitare la privatizzazione delle viste nei luoghi a maggiore panoramicità;

• garantire la compatibilità tra tipi edilizi del patrimonio insediativo storico e forme del riuso;

• porre attenzione alla progettazione delle aree verdi, poste a sutura tra aree agricole, nuove espansioni residenziali e centro storico, quali elementi di definizione del margine urbano;

• riqualificare le aree pertinenziali delle case coloniche attraverso regole che inibiscano la costruzione di locali ipogei ad uso garage e dettino criteri e modi per la realizzazione di tettoie, recinzioni e schermature, la sistemazione della viabilità di servizio e l'impianto di vegetazione arborea, al fine di evitare rilevanti cesure con il territorio agricolo;

• tutelare i punti di sosta di interesse panoramico lungo tutto il sistema viario evitando la realizzazione di barriere visive.

Vocazioni da sviluppare

Valorizzazione economica, nel rispetto dei valori formali dell'UMT, delle risorse storico- naturali, in particolare del patrimonio di archeologia mineraria, delle produzioni tipiche locali e delle forme di turismo sostenibile, ad esse collegato attraverso la promozione di misure volte ad incentivare, nell'ambito delle opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale, il mantenimento degli assetti agrari tradizionali presenti. Eventuali interventi di nuovo appoderamento perseguiranno le regole insediative della preesistenza. [...]

* R10.5 - Agro di Manciano

Inquadramento territoriale

Sistema collinare compreso tra il corso del Fiume Albegna e quello del Fiume Fiora composto da affioramenti dei rilievi strutturali a diversa composizione litologica. Presenza del piccolo lago carsico dello Scuro.

Settori morfologici principali

• Assetti dell'impianto medioevale nei rilievi strutturali

Insediamento accentrato nelle aree di contatto tra i boschi di cerro e/o castagno e le aree a valenza agricolo-pastorale.

Posizione baricentrica dei centri murati di sommità di Montemerano e Manciano tra domesticheti, superfici boschive (terreni di natura arenacea ed argillitica) ed i sottostanti suoli agricoli (terreni argillo-marnosi dei Galestri e Palombini).

Mosaici agricoli complessi con colture arboree (oliveti e vigneti), talvolta ciglionate o terrazzate, sui crinali, in corrispondenza di affioramenti arenacei, aree a seminativo e/o prato pascolo organizzate nella maglia dei "campi chiusi" o dei "prati pascoli" con alberi isolati (Quercus pubescens) e a gruppi intercalati a nuclei boscati nel pedecolle e nei fondi vallivi.

Insediamento sparso in stretto rapporto di continuità ed integrazione funzionale con i centri murati di Manciano e Montemerano, dislocato direttamente lungo la viabilità "di crinale" o su diramazioni necessarie alla raggiungibilità dei fondi. Annessi rurali (casotti) o edifici, colonici o no, che facevano capo alla piccola proprietà paesana ed ai maggiorenti locali.

• Assetti dell'appoderamento otto-novecentesco nei ripiani travertinosi e depositi fluviali e nelle colline argillose

Rilievi collinari caratterizzati dalla presenza di estesi boschi cedui appartenenti al genere Quercus interrotti da seminativi e/o prati-pascoli talvolta organizzati in veri e propri "campi chiusi". Presenza di colture arboree (oliveti) sulle sommità dei rilievi.

L'integrazione di estesi querceti con aree a valenza pastorale ed agricola permetteva in passato al sistema di fattoria di generare unità poderali lungo la viabilità di crinale senza interferire con la consuetudine al pascolamento brado di bestiame stanziale (bovini, equini e suini) o transumante (ovino) nel pedecolle e nelle zone del fondovalle ed al periodico taglio del soprassuolo. Ruolo strutturante delle Fattorie Pianetti e Pergolacce.

Ruolo strutturante della Fattoria di Pianetti.

Dinamiche in atto

Processi di marginalizzazione, e limitatamente di abbandono, delle aree agricole ai margini delle superfici boschive lungo il corso del Fiora.

Tracce di sistemazioni idraulico-agrarie ciglionate o terrazzate nel basamento collinare intorno Manciano, oliveti a giropoggio a Montemerano.

Crescita di superfici specializzate a vigneto e oliveto in tutti i settori morfologici con realizzazione di impianti di vigneti "a rittochino".

Processi di semplificazione ed omologazione del paesaggio agrario, oltre alla compromissione della stabiltà dei suoli, per l'accorpamento dei fondi causato dalla diffusione delle nuove tecniche di coltivazione.

Buona presenza di foraggere alternate ai prati permanenti e ai pascoli legati all'allevamento di ovini, bovini e suini.

Fenomeni di deruralizzazione del patrimonio edilizio e delle aree agricole nelle zone collinari e di piano innescati dallo sviluppo dell'agriturismo e del turismo rurali.

Diffusione di annessi agricoli intorno a Montemerano, Manciano ed ai limitrofi rilievi collinari, solo in parte legati a vigne ed orti per uso familiare o forme di agricoltura part-time.

La trasformazione urbana dei centri murati di Manciano e Montemerano avviene con decisi sviluppi lineari lungo la viabilità principale, a Manciano, con addizioni di tipo incrementale, chiaramente individuabili per forma e tipologia, a Montemerano. In entrambi i casi l'occupazione dei versanti a maggiore panoramicità rischia di alterare l'immagine consolidata di centro murato di altura.

Impatto negativo dell'attività estrattiva vicino alla Fattoria Pianetti quali elementi di cesura tra la continuità delle superfici boscate ed il mosaico degli spazi agricoli.

Indirizzi operativi

1. Configurazioni Morfologico- naturali da mantenere:

• il patrimonio boschivo attraverso una corretta gestione delle pratiche forestali e garantire la presenza di un mosaico di elementi diversi come pattern essenziale per la conservazione della biodiversità vegetale;

• le zone umide, le aree lagunari e lacustri.

2. Configurazioni Morfologico-agrarie da mantenere:

• i brani di coltura promiscua e le eventuali sistemazioni idraulico-agrarie (terrazzamenti e ciglionamenti) esistenti intorno all'insediamento storico anche attraverso il recupero degli oliveti e vigneti abbandonati e l'eliminazione delle forme invasive del bosco;

• la maglia dei "campi chiusi", in particolare il disegno strutturante delle folte siepi arborate, evitando la dispersione delle nuove costruzioni rurali;

• la maglia dei prati-pascoli con alberi isolati o a gruppi, in particolare le querce isolate o a gruppi nei campi aperti, la vegetazione arborea lineare lungo gli impluvi e le siepi alberate lungo la viabilità rurale;

• la rete dei percorsi della transumanza quali elementi strutturanti ed identitari del territorio rurale.

3. Configurazioni Morfologico-insediative:

• tutelare i centri murati e gli aggregati, le ville-fattoria e i complessi architettonici, incluso l'intorno territoriale ad essi legato da relazioni funzionali, percettive, storiche o figurative per salvaguardarne l'integrità e la visione panoramica;

• evitare i sistemi insediativi lineari lungo la viabilità di rango nazionale, regionale, provinciale e su quella non idonea ed adeguata al servizio degli insediamenti;

• garantire, negli insediamenti di nuova formazione, un'articolazione equilibrata di tipi edilizi e spazi pubblici che concorrano alla formazione di ambienti urbani armonici, oltre ad evitare la privatizzazione delle viste nei luoghi a maggiore panoramicità;

• garantire la compatibilità tra tipi edilizi del patrimonio insediativo storico e forme del riuso;

• porre attenzione alla progettazione delle aree verdi, poste a sutura tra aree agricole, nuove espansioni residenziali e centro storico, quali elementi di definizione del margine urbano;

• riqualificare le aree pertinenziali delle case coloniche attraverso regole che inibiscano la costruzione di locali ipogei ad uso garage e dettino criteri e modi per la realizzazione di tettoie, recinzioni e schermature, la sistemazione della viabilità di servizio e l'impianto di vegetazione arborea, al fine di evitare rilevanti cesure con il territorio agricolo;

• tutelare i punti di sosta di interesse panoramico lungo tutto il sistema viario evitando la realizzazione di barriere visive.

4. Aree di Riqualificazione Morfologica:

• riqualificare gli assetti figurativi del paesaggio agrario dei prati-pascoli e dei seminativi nei rilievi collinari o montani interessati da opere e attrezzature di servizio (impianti, vapordotti, ecc.) all'attività geotermica.

Vocazioni da sviluppare

Valorizzazione economica, nel rispetto dei valori formali dell'UMT, delle risorse storico- naturali, delle produzioni tipiche locali e delle forme di turismo sostenibile, ad esse collegato attraverso la promozione di misure volte ad incentivare, nell'ambito delle opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale, forme di agricoltura specializzata che limitino i fenomeni erosivi derivanti dalla presenza di vigneti specializzati e a consentire il mantenimento degli assetti agrari tradizionali . Eventuali interventi di nuovo appoderamento perseguiranno le regole insediative della preesistenza. Valorizzazione per i centri abitati di Manciano e Montemerano dell'integrazione funzionale e visuale fra struttura urbana, mosaici agricoli complessi e boschi.

* R11.1 - Colline di Orbetello

Inquadramento territoriale

Sistema collinare composto da rilievi strutturali a diversa composizione litologica prevalentemente di natura calcarea, eccetto [...] la zona di Poggio Cavallo (argille plioceniche) ed i rilievi tra Poggio Marruca ed il Castello della Marsiliana (travertino). Diffusa presenza di fenomeni carsici: doline tra Poggio Raso, Poggio del Leccio e Capalbiaccio; laghi Scuro e dell'Uccellina; grotte di S. Angelo, dei Marsi e Buca del Pucci.

Settori morfologici principali

• Boschi nei rilievi strutturali

Copertura forestale pressoché continua nelle alture comprese tra il litorale orbetellano, il Fosso Radicata ed il Torrente Elsa.

In relazione all'altitudine e alle caratteristiche pedologiche: sul fronte mare vegetazione mediterranea sempreverde propria degli ambienti aridi (xerofila) e caldi (termofila) come leccio (Quercus ilex), fillirea (Phillyrea latifolia), corbezzolo (Arbutus unedo), lentisco (Pistacia lentiscus), alaterno (Rhamnus alaternus) e lentaggine (Viburnum tinus), su terreni acidi anche erica (Erica arborea) e sughera, (Quercus suber); sulle pendici opposte al mare querceti decidui mesofili con roverella (Quercus pubescens), cerro (Quercus cerris), edera (Hedera Helix) e orniello (Fraxinus ornus).

A seguito di tagli ed incendi vegetazione boschiva formata da macchia bassa, più o meno degradata e discontinua, composta da lentisco (Pistacia lentiscus), mirto (Myrtus communis), fillirea a foglie strette (Phillyrea angustifolia), calicotome (Calicotome villosa), corbezzolo (Arbutus unedo), erica (Erica arborea) e ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius). Nelle aree maggiormente rocciose e semirupestri si sviluppa la macchia eliofila con euforbia arborea (Euphorbia dendroides), barba di giove (Anthyllis barba-jovis), lentisco (Pistacia lentiscus), oleastro (Olea oleaster) e cabina marittima (Juniperus phoenicea). All'interno del bosco insediamento sparso completamente assente per la consuetudine al pascolamento brado di bestiame stanziale (bovini, equini e suini) o transumante (ovino) dei secoli passati.

Ruolo strutturante del castello/fattoria della Marsiliana attraverso il governo a ceduo dei boschi e la concessione di fide. Sfruttamento delle superfici forestali anche per reperimento di legname da opera, doghe di sughere, cenere di potassa e carbone vegetale. Attività di estrazione del travertino.

• Assetti dell'appoderamento otto-novecentesco nei rilievi strutturali

Rilievi collinari caratterizzati da un'estesa superficie boschiva (genere Quercus o sclerofille sempreverdi) e consistenti appezzamenti olivati, nel pedecolle e nei fondi vallivi significativa presenza di seminativi alternati a prati-pascoli contrassegnati dal disegno strutturante delle folte siepi alberate coincidente con gli impluvi delimitanti gli appezzamenti. Tale diversificazione permette al grande latifondo di generare lungo la viabilità di fondovalle, unità poderali autosufficienti senza interferire con la consuetudine al pascolamento brado di bestiame stanziale (bovini, equini e suini) e/o transumante (ovino) nelle aree boscate ed al periodico taglio del soprassuolo.

Dinamiche in atto

Processi di marginalizzazione, e limitatamente di abbandono, delle aree agricole ai margini delle superfici boschive nelle zone di Poggio Casaglia e Poggio Fortetone.

Lo sviluppo turistico-balneare del litorale e del turismo rurale ed agrituristico può innescare fenomeni di urbanizzazione delle superfici boscate. Impatto negativo della Cava del Teti quale elemento di cesura tra la continuità delle superfici boscate ed il mosaico degli spazi agricoli circostanti.

Indirizzi operativi

1. Configurazioni Morfologico- naturali da mantenere:

• il patrimonio boschivo attraverso una corretta gestione delle pratiche forestali e garantire la presenza di un mosaico di elementi diversi come pattern essenziale per la conservazione della biodiversità vegetale;

• i nuclei e delle piante di sughera;

• le zone umide, le aree lagunari e lacustri.

2. Configurazioni Morfologico-agrarie da mantenere:

• la maglia dei prati-pascoli con alberi isolati o a gruppi, in particolare le querce isolate o a gruppi nei campi aperti, la vegetazione arborea lineare lungo gli impluvi e le siepi alberate lungo la viabilità rurale;

• la rete dei percorsi della transumanza quali elementi strutturanti ed identitari del territorio rurale.

3. Configurazioni Morfologico-insediative:

• tutelare i centri murati e gli aggregati, le ville-fattoria e i complessi architettonici, incluso l'intorno territoriale ad essi legato da relazioni funzionali, percettive, storiche o figurative per salvaguardarne l'integrità e la visione panoramica;

• garantire la compatibilità tra tipi edilizi del patrimonio insediativo storico e forme del riuso;

• riqualificare le aree pertinenziali delle case coloniche attraverso regole che inibiscano la costruzione di locali ipogei ad uso garage e dettino criteri e modi per la realizzazione di tettoie, recinzioni e schermature, la sistemazione della viabilità di servizio e l'impianto di vegetazione arborea, al fine di evitare rilevanti cesure con il territorio agricolo;

• tutelare i punti di sosta di interesse panoramico lungo tutto il sistema viario evitando la realizzazione di barriere visive. [...]

Vocazioni da sviluppare

Valorizzazione economica, nel rispetto dei valori formali dell'UMT, delle risorse storico- naturali, delle produzioni tipiche locali e delle forme di turismo sostenibile ad esse collegato attraverso la promozione di misure volte ad incentivare, nell'ambito delle opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale, forme di agricoltura specializzata che limitino i fenomeni erosivi derivanti dalla presenza di vigneti specializzati e a consentire il mantenimento degli assetti agrari tradizionali presenti.

Eventuali interventi di nuovo appoderamento perseguiranno le regole insediative della preesistenza.

* R11.3 - Colline di Tiburzi

Inquadramento territoriale

Sistema di colli gibbosi composto prevalentemente da rilievi strutturali a diversa composizione litologica con ampie aree vallive. Nella zona sottostante Poggio Castellaccia e Monte Carità colline a matrice pliocenico-sabbiosa. [...].

Settori morfologici principali

• Assetti dell'appoderamento otto-novecentesco nei rilievi strutturali

Rilievi collinari caratterizzati, sulle alture, da un'estesa superficie boschiva (genere Quercus o sclerofille sempreverdi), nel pedecolle e nei fondi vallivi dalla significativa presenza di seminativi alternati a prati-pascoli. Tale diversificazione permette al grande latifondo di generare, lungo la viabilità di fondovalle, unità poderali autosufficienti senza interferire con la consuetudine al pascolamento brado di bestiame stanziale (bovini, equini e suini) e/o transumante (ovino) nelle aree boscate ed al periodico taglio del soprassuolo. [...].

• Assetti della Riforma Agraria nei rilievi strutturali

Nell'area pedecollinare sottostante Poggio Castellaccia e Monte Carità l'Ente Maremma rafforza i deboli assetti poderali precedentemente istituiti [...]. La nuova colonizzazione è caratterizzata dal tipico appoderamento "a nuclei", dislocato regolarmente lungo la viabilità interpoderale di pedecolle confluente nella suddetta provinciale. Assetti agrari connotati da incentivazione delle colture arboree (oliveto) in associazione ai seminativi e razionalizzazione dell'indirizzo agro-pastorale delle aziende.

Dinamiche in atto

Processi di marginalizzazione, e limitatamente di abbandono, delle aree agricole ai margini delle superfici boschive con espansione dell'incolto nella zona di Monte Cardello. Buona presenza di foraggere alternate ai prati permanenti e ai pascoli legati all'allevamento di ovini, bovini e suini.

Lenta crescita di superfici specializzate a vigneto e oliveto.

Forti fenomeni di deruralizzazione del patrimonio edilizio e delle aree agricole innescati dalla crescita della multifunzionalità agricola (agriturismo) e dall'intenso sviluppo turistico-balneare di Capalbio e del suo litorale.

Indirizzi operativi

2. Configurazioni Morfologico- naturali da mantenere:

• il patrimonio boschivo attraverso una corretta gestione delle pratiche forestali e garantire la presenza di un mosaico di elementi diversi come pattern essenziale per la conservazione della biodiversità vegetale.

3. Configurazioni Morfologico-agrarie da mantenere:

• la maglia dei prati-pascoli con alberi isolati o a gruppi, in particolare le querce isolate o a gruppi nei campi aperti, la vegetazione arborea lineare lungo gli impluvi e le siepi alberate lungo la viabilità rurale;

• la rete dei percorsi della transumanza quali elementi strutturanti ed identitari del territorio rurale.

4. Configurazioni Morfologico-insediative:

• tutelare i centri murati e gli aggregati, le ville-fattoria e i complessi architettonici, incluso l'intorno territoriale ad essi legato da relazioni funzionali, percettive, storiche o figurative per salvaguardarne l'integrità e la visione panoramica;

• garantire la compatibilità tra tipi edilizi del patrimonio insediativo storico e forme del riuso;

• riqualificare le aree pertinenziali delle case coloniche attraverso regole che inibiscano la costruzione di locali ipogei ad uso garage e dettino criteri e modi per la realizzazione di tettoie, recinzioni e schermature, la sistemazione della viabilità di servizio e l'impianto di vegetazione arborea, al fine di evitare rilevanti cesure con il territorio agricolo;

• tutelare i punti di sosta di interesse panoramico lungo tutto il sistema viario evitando la realizzazione di barriere visive.

Vocazioni da sviluppare

Valorizzazione economica, nel rispetto dei valori formali dell'UMT, delle risorse storico- naturali, delle produzioni tipiche locali e delle forme di turismo sostenibile ad esse collegato attraverso di misure volte ad incentivare, nell'ambito delle opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale, forme di agricoltura specializzata che limitino i fenomeni erosivi derivanti dalla presenza di vigneti specializzati e a consentire il mantenimento degli assetti agrari tradizionali presenti. Eventuali interventi di nuovo appoderamento perseguiranno le regole insediative della preesistenza.

* RT1 - L'Altopiano del Tufo (T.E.R.A.)

Inquadramento territoriale

Altopiano costituito da un'alta coltre di depositi piroclastici su strati sabbiosi, ghiaiosi e argille plioceniche, interrotto in senso longitudinale da numerose e profonde incisioni, gole o valloni, generate dal sistema idrografico confluente nel Fiume Fiora. Morfologia composta prevalentemente da rilievi strutturali a diversa composizione litologica.

Settori morfologici principali

• Boschi nei rilievi strutturali

Nei valloni folta vegetazione del genere Quercus e macchia sclerofila. Lungo i corsi d'acqua bosco igrofilo con Populus nigra, Fraxinus oxycarpa, Salix purpurea e macchia ripariale. Emerge il vallone del Lente, coperto di querce e noccioli caratterizzato dalla confluenza delle gole del Calesina, del Fologna e del Meleta. Reperti archeologici diffusi, con necropoli presso Sovana e Poggio Buco.

• Assetti dell'insediamento di montagna nei rilievi strutturali

Posizione baricentrica tra superfici castagnate (terreni arenacei del Macigno) e suoli agricoli (terreni tufacei) per l'aggregato rurale di C. Rocchi, minuscolo centro la cui genesi è legata alla piccola proprietà montana.

• Assetti dell'impianto medioevale nei rilievi strutturali

Struttura insediativa fortemente condizionata dall'alternanza di profondi valloni, dove dominano formazioni igrofile e boschive, ad altipiani con presenza di seminativi, pascoli e vigneti. Il sistema di gole parcellizza le superfici fondiarie e rende difficoltoso il rapporto di continuità ed integrazione funzionale tra insediamento accentrato (centri murati di Pitigliano, Sorano, Castellottieri, l'aggregato di castello di Sovana e l'aggregato a forma chiusa di San Valentino), sorto per ragioni difensive sugli speroni tufacei, ed insediamento sparso, sviluppatosi sui terreni agricoli degli altipiani. Annessi rurali (casotti) ed edifici, colonici o no, facevano capo alla piccola proprietà paesana ed ai maggiorenti locali.

Il sistema viario si snoda parallelamente all'andamento dei valloni ed in prossimità dei centri abitati attraversa le gole con percorsi scavati nel tufo, le cosiddette "vie cave" come quelle di San Rocco e del Castellaccio nel Comune di Sorano e quella del Gradone nel comune di Pitigliano.

Gli aggregati lineari di San Giovanni alle Contee, San Quirico e il Casone, nati su importanti assi di transumanza e collegamento con il Lazio (S.P. N°14 di Proceno, S.P. N°12 di San Quirico, S.R. N° 74 "Maremmana"), devono il loro assetto alla piccola proprietà fondiaria formatasi nel XVIII sec. a seguito delle allivellazioni leopoldine. Questa si concentra nei minuscoli centri, disposti lungo la viabilità principale, intorno ai quali sono situati, relativamente riuniti, appezzamenti di bosco, superfici ortive e a seminativo di cui si compone, mentre la presenza di ampie superfici pascolative consente di offrire servizi alla "pastorizia transumante".

• Assetti dell'appoderamento otto-novecentesco nei rilievi strutturali

Altopiani caratterizzati dalla presenza di estesi boschi cedui appartenenti al genere Quercus interrotti da seminativi e/o prati-pascoli talvolta organizzati al loro interno in veri e propri "campi chiusi". Presenza di piccoli appezzamenti di colture arboree (oliveti). Ruolo strutturante del castello/fattoria di Montorio e delle Fattorie Pratolungo e La Rotta.

• Assetti della Riforma Agraria nei rilievi strutturali

Rafforzamento da parte dell'Ente Maremma dell'insediamento rurale nella zona dei Pianetti di Sovana con l'incentivazione delle colture arboree e la razionalizzazione dell'indirizzo agro- pastorale delle aziende attraverso la valorizzazione delle colture foraggere e l'introduzione dell'allevamento stallino.

Dinamiche in atto

Crescita di superfici specializzate a vigneto e oliveto in tutti i settori morfologici.

A seguito dell'introduzione della Denominazione di Origine Controllata del Bianco di Pitigliano realizzazione di impianti di vigneti "a rittochino".

Processi di semplificazione ed omologazione del paesaggio agrario, oltre alla compromissione della stabilità dei suoli, per l'accorpamento dei fondi causato dalla diffusione delle nuove tecniche di coltivazione. Edificazione di annessi agricoli legati a vigne ed orti per uso familiare o forme di agricoltura part-time e amatoriale.

Fenomeni di deruralizzazione del patrimonio edilizio e delle aree agricole innescati dalla multifunzionalità agricola (agriturismo) e dallo sviluppo turistico di Pitigliano e Sorano.

La trasformazione urbana dei centri murati di Castell'Ottieri e Sorano avviene per espansioni lineari lungo la viabilità principale, a Pitigliano con incrementi addizionali chiaramente individuabili per forma e tipologia.

Indirizzi operativi

1. Configurazioni Morfologico- naturali da mantenere:

• il patrimonio boschivo attraverso una corretta gestione delle pratiche forestali e garantire la presenza di un mosaico di elementi diversi come pattern essenziale per la conservazione della biodiversità vegetale;

• le gole dei ripiani tufacei.

2. Configurazioni Morfologico-agrarie da mantenere:

• i brani di coltura promiscua e le eventuali sistemazioni idraulico-agrarie (terrazzamenti e ciglionamenti) esistenti intorno all'insediamento storico anche attraverso il recupero degli oliveti e vigneti abbandonati e l'eliminazione delle forme invasive del bosco;

• la maglia dei "campi chiusi", in particolare il disegno strutturante delle folte siepi arborate, evitando la dispersione delle nuove costruzioni rurali;

• la rete dei percorsi della transumanza quali elementi strutturanti ed identitari del territorio rurale.

3. Configurazioni Morfologico-insediative:

• tutelare i centri murati e gli aggregati, le ville-fattoria e i complessi architettonici, incluso l'intorno territoriale ad essi legato da relazioni funzionali, percettive, storiche o figurative per salvaguardarne l'integrità e la visione panoramica;

• evitare i sistemi insediativi lineari lungo la viabilità di rango nazionale, regionale, provinciale e su quella non idonea ed adeguata al servizio degli insediamenti;

• garantire, negli insediamenti di nuova formazione, un'articolazione equilibrata di tipi edilizi e spazi pubblici che concorrano alla formazione di ambienti urbani armonici, oltre ad evitare la privatizzazione delle viste nei luoghi a maggiore panoramicità;

• garantire la compatibilità tra tipi edilizi del patrimonio insediativo storico e forme del riuso;

• porre attenzione alla progettazione delle aree verdi, poste a sutura tra aree agricole, nuove espansioni residenziali e centro storico, quali elementi di definizione del margine urbano;

• riqualificare le aree pertinenziali delle case coloniche attraverso regole che inibiscano la costruzione di locali ipogei ad uso garage e dettino criteri e modi per la realizzazione di tettoie, recinzioni e schermature, la sistemazione della viabilità di servizio e l'impianto di vegetazione arborea, al fine di evitare rilevanti cesure con il territorio agricolo;

• tutelare i punti di sosta di interesse panoramico lungo tutto il sistema viario evitando la realizzazione di barriere visive.

4. Aree di Riqualificazione Morfologica:

• definizione del margine urbano rispetto alla campagna tramite sistemazioni arboree o formazione di aree verdi con funzioni ricreazionali ed ecologiche.

Vocazioni da sviluppare

Valorizzazione economica, nel rispetto dei valori formali dell'UMT, delle risorse storico- naturali, delle produzioni tipiche locali e delle forme di turismo sostenibile ad esse collegato attraverso di misure volte ad incentivare, nell'ambito delle opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale, forme di agricoltura specializzata che limitino i fenomeni erosivi derivanti dalla presenza di vigneti specializzati e a consentire il mantenimento degli assetti agrari tradizionali presenti. Eventuali interventi di nuovo appoderamento perseguiranno le regole insediative della preesistenza. Valorizzazione per i centri abitati di Sorano e Pitigliano dell'integrazione funzionale e visuale fra boschi delle gole tufacee, struttura urbana e mosaici agricoli complessi dell'altopiano.

* Pi4 - Piana dell'Osa-Albegna (T.E.T.I.)

Inquadramento territoriale

Area planiziale di deposito alluvionale dalla forma di terrazzo fluviale che, ampio e ben delineato al piede di basse colline isolate verso il mare, si incunea nello spazio inciso dal sistema idrografico Osa - Albegna.

Settori morfologici principali

• Assetti dell'appoderamento otto-novecentesco nei depositi alluvionali

Piani a seminativo caratterizzati, nell'orditura dei campi e nella rete degli scoli, dagli assetti della bonifica idraulica dei secoli scorsi, soprattutto dell'Opera Nazionale Combattenti. L'azione di bonifica e colonizzazione agraria del regime fascista porta, nel comprensorio tra Osa e Albegna, alla formazione di numerosi poderi, designati semplicemente con un numero, oltre alla realizzazione di nuovi centri di fattoria [...]. I fabbricati rurali si distinguono nella maglia dilatata dei campi aperti per la loro posizione nodale all'interno di una maglia larga e irregolare di strade interpoderali. Raggiungimento di un equilibrio stabile terra-insediamenti agricoli nella fusione tra la regolare scansione della rete degli scoli e il disegno delle strutture fondiarie. [...]

• Assetti dell'appoderamento otto-novecentesco nelle colline sabbioso-ciottolose

Diverso il tipo di appoderamento operato [...] in area pedecollinare e pianeggiante delimitata da sovrastanti rilievi boscati. Insediamento colonico dislocato nel pedecolle e collegato alla viabilità principale di valle da esigui percorsi a cul-de-sac aderenti alla morfologia del rilievo. Una distribuzione spaziale che associa ai boschi, posti sui rilievi, e alle colture arboree circostanti gli edifici colonici la cerealicoltura dei piani bonificati. La diversificazione dei suoli agricoli tra piano e pedecolle permette alla struttura di fattoria la formazione di unità poderali autosufficienti senza interferire con il diretto sfruttamento della risorsa forestale per il pascolamento brado di bestiame stanziale (bovini, equini e suini) o transumante (ovino) ed il periodico taglio del soprassuolo.

• Assetti della Riforma Agraria nei piani alluvionali

Area planiziale a seminativo, associato a vigneti e oliveti, compresa tra il corso dell'Albegna, la S.S. N°1 "Aurelia" ed i rilievi collinari di Orbetello e Manciano, contrassegnata dall'assetto agrario ed insediativo dell'Ente Maremma. Tipico "appoderamento a nuclei" con fabbricati allineati lungo le strade e avvicinati ai confini comuni dei fondi in modo che risultino gruppi di due, tre o quattro poderi. Conformazione leggermente allungata dei campi per ridurre il fronte stradale ed avere 7-8 edifici per chilometro di strada. Viabilità strutturata secondo una maglia geometrica quasi ortogonale di strade interpoderali e poderali su derivazioni a pettine dalla S.R. N°74 "Maremmana", vera e propria spina dorsale di tutto il sistema ai cui vertici si trovano i borghi di servizio per le aree di nuova colonizzazione di Albinia e della Marsiliana. Presenza di frangiventature lungo le strade (ad. es. filari di pini o di eucaliptus).

Dinamiche in atto

Intensificazione colturale con specializzazione degli impianti arborei [...], oltre all'introduzione di coltivazioni erbacee industriali quali mais, colza, colture orticole e frutteti.

Semplificazione ed omologazione del paesaggio agrario di piano mediante accorpamenti dei campi, eliminazione delle piantate arboree e semplificazione della rete di scolo per la diffusione delle nuove tecniche di coltivazione.

Fenomeni di deruralizzazione del patrimonio edilizio e delle aree agricole innescati dalla crescita della multifunzionalità agricola (agriturismo), dall'intenso sviluppo urbano dell'aggregato a forma aperta di Albinia e turistico-balneare del litorale orbetellano. Diffusione di annessi agricoli.

Ruolo attrattivo della viabilità principale con densificazione edilizia e propensione alla formazione di cortine edilizie lungo le varie strade provinciali (S.P. N°56 di "San Donato", S.P. N°160 "Amiatina" S.R. N°74 "Maremmana"). Stabilità insediativa per l'aggregato della Marsiliana.

Indirizzi operativi

2. Configurazioni Morfologico-agrarie da mantenere:

• le aree di piano, con il mantenimento, dove esistente, delle sistemazioni di bonifica, della vegetazione ripariale non interagente con l'efficienza idraulica, della viabilità campestre, dell'orientamento dei campi, delle piantate residue, delle siepi, delle siepi alberate, dell'alberature a filari, a gruppi e isolate;

• la rete dei percorsi della transumanza quali elementi strutturanti ed identitari del territorio rurale.

3. Configurazioni Morfologico-insediative:

• tutelare i centri murati e gli aggregati, le ville-fattoria e i complessi architettonici, incluso l'intorno territoriale ad essi legato da relazioni funzionali, percettive, storiche o figurative per salvaguardarne l'integrità e la visione panoramica;

• evitare i sistemi insediativi lineari lungo la viabilità di rango nazionale, regionale, provinciale e su quella non idonea ed adeguata al servizio degli insediamenti;

• garantire la compatibilità tra tipi edilizi del patrimonio insediativo storico e forme del riuso;

• riqualificare le aree pertinenziali delle case coloniche attraverso regole che inibiscano la costruzione di locali ipogei ad uso garage e dettino criteri e modi per la realizzazione di tettoie, recinzioni e schermature, la sistemazione della viabilità di servizio e l'impianto di vegetazione arborea, al fine di evitare rilevanti cesure con il territorio agricolo;

• tutelare i punti di sosta di interesse panoramico lungo tutto il sistema viario evitando la realizzazione di barriere visive.

Vocazioni da sviluppare

Valorizzazione economica, rispetto ai valori formali dell'UMT, delle produzioni tipiche locali e delle forme di turismo sostenibile ad esse collegato attraverso la disincentivazione dei fenomeni di dispersione insediativa, sia urbana che rurale, per evitare effetti di saldatura tra nuclei e la marginalizzazione dei residui spazi rurali, oltre alla promozione di misure volte ad incentivare, nell'ambito delle opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale, forme di agricoltura specializzata che consentano il mantenimento degli assetti agrari tradizionali presenti. [...] Eventuali interventi di nuovo appoderamento perseguiranno le regole insediative della preesistenza.

2. Ambiti a ridotto potenziale antropico A.R.P.A.

Gli A.R.P.A. sono porzioni di territorio, individuate dal PTCP di Grosseto, che presentano caratteri vegetazionali, geomorfologici e/o idrologici di pregio, a cui nel territorio provinciale si attribuisce un valore di risorsa strategica. Gli A.R.P.A. sono individuati dal PTCP di Grosseto in relazione a 3 categorie di sensibilità (art. 6.3 della Disciplina del PTCP):

  • - G Geomorfologica per sensibilità prevalentemente legate alla configurazione del substrato territoriale
  • - I Idrologica per sensibilità prevalentemente legate alla presenza di corpi d'acqua
  • - V Vegetazionale per sensibilità prevalentemente legate al patrimonio floristico.

Negli A.R.P.A., le emergenze paesistico-ambientali presenti, corrispondenti a particolari sistemazioni agrarie, a caratteristiche situazioni vegetazionali, a puntuali fenomeni di antropizzazione dotati di valore di insieme o documentale, e comunque a tutte quelle aree e siti naturali o di tipo insediativo a cui si attribuisca un pregio ambientale e paesaggistico devono essere soggette a tutela, valorizzazione e miglioramento delle modalità di fruizione. I Comuni possono promuovere interventi di valorizzazione e fruizione delle emergenze in collegamento con la rete delle aree protette, per la realizzazione di percorsi turistici e didattico naturalistici, inquadrati nelle politiche generali dello sviluppo produttivo locale e dell'offerta turistica, con particolare riguardo alla ricettività agrituristica, rurale e turistica e alla rivitalizzazione dei centri storici minori.

Gli A.R.P.A sono disciplinati dal PTCP di Grosseto vigente all'art. 19 delle Norme e alla Scheda 7C; nel nuovo PTCP adottato all'art. 6.3, che al c.8 stabilisce che "Il presente PTC conferma gli A.R.P.A. del previgente PTCP come fin qui disciplinati".

All'interno dei territori dell'Unione dei Comuni Colline del Fiora il PTCP di Grosseto individua i seguenti Ambiti a Ridotto Potenziale Antropico (A.R.P.A.), con le relative sensibilità:

* IG26 - Poggi di Saturnia

* IG29 - Valle del Lente

* IG30 - Poggio Buco e Moranaccio

* G40 - Colline della Marsiliana

* G45 - Poggio della Capita

* IG48 - Valle del Fiora

* GV46 - Poggi di Montauto