Art. 14 Sistemi territoriali del P.S.I.

I Sistemi territoriali del P.S.I. definiscono le regole statutarie riconosciute dai Piani Strutturali pre-vigenti dei tre Comuni, che il P.S.I. fa proprie. Il P.S.I. individua i seguenti "Sistemi territoriali", suddivisi per Comune, e le relative regole di tutela, riproduzione e trasformazione. I "Sistemi territoriali" sono rappresentati negli elaborati ST5 PTCP e Sistemi territoriali P.S.I., ST6 Struttura insediativa e ST7 Struttura agroforestale. Il territorio dei tre comuni è stato suddiviso in unità territoriali organiche elementari, individuate all'art.41 delle presenti norme sulla base dei loro caratteri naturali, storici, di formazione della struttura insediativa, di utilizzo del territorio agricolo, e di natura socio-economica. Le unità territoriali organiche elementari contengono a loro volta i sistemi territoriali. Essi sono articolati come segue:

Comune di Manciano

[UTOE M1 Sistema altocollinare dei villaggi aperti]

  • - CP3.2.1 Alta valle del medio Albegna
  • - R10.2 Alta valle del Fiora
  • - R10.4.1 Agro altocollinare di Manciano
  • - RT1 Altopiano del tufo

[UTOE M2 Sistema collinare dei centri murati]

  • - R10.4.2.2 Agro collinare di Manciano
  • - R10.4.2.1 Agro collinare di Montemerano

[UTOE M3 Sistema dei castelli di confine]

  • - CP4 Le pendici di Capalbio
  • - R10.4.3 Agro pedecollinare di Manciano
  • - R11.2.2 Colline del Fiora del Tiburzi

[UTOE M4 Sistema della riforma fondiaria]

  • - R11.2.1 Colle di Marsiliana
  • - CP3.2.2 Bassa valle del medio Albegna
  • - Pi3 Piana dell'Osa - Albegna

Comuni di Pitigliano e di Sorano

  • - 1 Gli Speroni ed i Rilievi del Tufo

1 Descrizione

Il sistema 1 comprende i territori dei Comuni di Pitigliano e Sorano per le porzioni prevalentemente connotate dalla presenza di affioramenti tufacei che determinano significative configurazioni morfologiche in cui Pianori di tufo si alternano a profonde gole incise dai principali corsi d'acqua (Lente, Meleta, Procchio).

2I beni paesaggistici

Ricadono in questo sistema i seguenti immobili ed aree di notevole interesse pubblico:

  • - Pino secolare e zona di rispetto nel centro abitato di Pitigliano di cui al DM 10.10.1958;
  • - Nucleo antico di Pitigliano e zona circostante di cui al DM 01.7.1967;
  • - Zona panoramica sita in Comune di Sorano di cui al DM 28.7.1971;
  • - Zona del centro storico di Montorio ed area circostante di cui al DM 21.2.1977.

Ricadono in questo sistema le seguenti aree tutelate per legge:

  • - i corsi d'acqua (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. c) con particolare riferimento al sistema del fiume Lente e dei suoi affluenti Procchio e Meleta;
  • - le formazioni boschive che caratterizzano le forre (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett.g);
  • - l'area aree di interesse archeologico (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. m).

3 Obiettivi di qualità paesaggistica

  • - la valorizzazione dell'ingente patrimonio archeologico attraverso la manutenzione delle aree archeologiche e delle vie cave del Gradone, di Fratenuti; di S. Giuseppe, dell'Annunziata, di Concelli di Poggio Cane, S. Rocco e Castellaccio, Case Rocchi;
  • - la tutela delle forre che caratterizzano il paesaggio del tufo;
  • - tutela del sistema ambientale costituito dal corso del fiume Lente e dai suoi affluenti principali, i fossi Meleta e Procchio, nonché dai manufatti legati alla produzione di energia che ancora sono presenti lungo i corsi d'acqua;
  • - la tutela dell'impianto morfologico e della relazione visuale con il contesto rurale in cui si collocano i centri storici di San Valentino, Castell'Ottieri, Montorio;
  • - la riqualificazione del tessuto edilizio novecentesco e contemporaneo dei centri maggiori (Pitigliano, Sorano) attraverso il recupero degli spazi pubblici e l'integrazione degli arredi;
  • - la tutela delle visuali che si aprono verso i centri storici di Sorano, Pitigliano e Montorio dalle principali strade di collegamento;
  • - il recupero e la qualificazione del patrimonio archeologico ai fini di una più ampia fruizione turistica e culturale;
  • - il recupero e la riqualificazione dei siti di cava dismessi anche attraverso la riconversione degli stessi per finalità culturali-didattiche e/o legate alla promozione del territorio;
  • - la manutenzione della vegetazione sovrastante le vie cave (san Rocco e Castellaccio) al fine di evitare il rischio legato al distacco di materiale tufaceo;
  • - la riqualificazione delle aree di accesso ai centri storici di Pitigliano e Sorano, connotate dalla presenza di funzioni di elevato impatto paesaggistico e da un diffuso degrado dovuto all'utilizzo delle cantine come depositi e garage che ne determina la chiusura con materiali eterogenei e talvolta precari.

4 Indirizzi per la tutela dei beni paesaggistici

  • a) ai fini della tutela dei valori naturalistici ed estetico percettivi espressi dal pino secolare, di cui al comma 1, i piani di settore comunali dovranno prevedere:
    • - la definizione di adeguate misure anti-incendio;
    • - la definizione di adeguate misure di gestione dell'accrescimento del pino supportate da un monitoraggio costante che valuti lo stato di salute e benessere dell'albero sia la sua stabilità e che evidenzi l'ambito interessato dall'apparato radicale al fine di orientare idonee modalità nella realizzazione degli scavi connessi alle opere pubbliche e private e di prevenire rischi di ribaltamento;
      • b) ai fini della tutela dei valori naturalistici ed estetico-percettivi delle formazioni vegetali presenti nelle gole del tufo di Pitigliano e Sorano nonché lungo le pendici del poggio di Montorio; in tali aree non è consentita la realizzazione di qualunque tipo di manufatto;
      • c) ai fini della tutela del nucleo di Montorio e del suo intorno sono vietati tutti gli interventi che possano determinare modifiche tipologiche e morfologiche del viale di ingresso al borgo i cui elementi di valore consistono nel filare di cipressi e nel muro in pietra di contenimento degli stessi. Allo stesso tempo dovrà essere garantita un'adeguata gestione forestale della vegetazione per salvaguardare la percezione degli imponenti ruderi della rocca;
      • d) ai fini della tutela dell'eccezionale valore estetico-percettivo espresso dal rapporto di continuità esistente tra lo sperone di tufo e l'insediamento storico, così come percepibile all'esterno dei centri abitati di Pitigliano e di Sorano, sono vietate:
        • - la realizzazione di qualunque intervento che possa determinare alterazioni prospettiche significative quali volumi in aggetto, tettoie, pensiline che non siano semplici coperture degli ingressi delle abitazioni, modifiche di aperture esistenti che costituiscano alterazioni dell'immagine della cortina esterna dell'edificato;
        • - la realizzazione di nuove volumetrie nelle aree circostanti gli speroni di tufo così come individuate nelle tavole a scala di maggior dettaglio riferite all'ambito comunale;
        • - la mitigazione degli effetti negativi sulle visuali panoramiche, che si aprono dai centri storici di Pitigliano e Sorano, attraverso la schermatura di edifici produttivi.

        Nei centri storici di Pitigliano e Sorano il Piano Operativo, nel definire la disciplina del patrimonio edilizio esistente, in base a quanto evidenziato nelle analisi dei centri abitati e nella schedatura degli edifici esistenti di cui al quadro conoscitivo, dovrà individuare in particolare:

        • - per il centro storico di Pitigliano gli interventi necessari all'eliminazione del degrado diffuso del patrimonio edilizio esistente principalmente legato ad interventi di manutenzione e ristrutturazione inappropriati per uso di materiali incongrui, alterazione delle aperture originarie e del rapporto vuoti e pieni; tali interventi potranno anche essere promossi attraverso azioni di riqualificazione degli spazi pubblici;
        • - per il centro storico di Sorano gli interventi necessari all'eliminazione del degrado diffuso del patrimonio edilizio esistente principalmente legato ad interventi di manutenzione e ristrutturazione inappropriati per uso di materiali incongrui, alterazione delle aperture originarie e del rapporto vuoti e pieni, nonché gli interventi necessari al recupero delle porzioni di tessuto edilizio diruto, poste sul margine meridionale del centro abitato; per tali interventi potranno anche essere promossi attraverso azioni di riqualificazione degli spazi pubblici.

        Per entrambi i centri storici i regolamenti urbanistici dovranno definire una disciplina per il recupero del degrado dovuto all'utilizzo delle cantine scavate nel tufo limitandone usi impropri e definendo regole e abachi per l'uso dei materiali utilizzati per gli accessi;

      • e) ai fini della tutela del valore estetico-percettivo espresso dal rapporto tra i beni di cui al comma 2 ed il territorio rurale circostante, all'interno del perimetro delle aree suddette, è vietata la realizzazione di:
        • - annessi eccedenti la capacità produttiva del fondo
        • - residenze rurali
        • - serre fisse
        • - manufatti precari
        • - annessi a servizio dell'agricoltura amatoriale
          • f) negli ambiti che costituiscono risorsa archeologica di Pitigliano e Sorano nonché nelle zone di interesse archeologico di cui al D.Lgs 42/2004 - art. 142 1° comma, lettera m) è vietata la nuova edificazione per qualsiasi fine ad eccezione delle sole attrezzature di supporto alle funzioni di visita, documentazione-promozione e di sorveglianza delle aree archeologiche. Tutti gli interventi finalizzati alla fruizione pubblica delle aree archeologiche dovranno salvaguardare la rete della viabilità interna esistente che non potrà essere in ogni caso asfaltata; i materiali utilizzati dovranno avere un aspetto simile a quello della terra battuta o della ghiaia e costituire una pavimentazione permeabile.

          A servizio della fruizione turistico culturale del sistema delle aree archeologiche potranno essere realizzati parcheggi con le stesse caratteristiche di elevata compatibilità ambientale sia nella pavimentazione che negli arredi (recinzioni e sistema di illuminazione).

        Nell'ambito del sistema delle aree di interesse archeologico nei pressi di Sorano (necropoli di Case Rocchi e S. Rocco) è vietata la nuova edificazione per qualsiasi fine ad eccezione delle sole attrezzature di supporto alle funzioni di visita, documentazione-promozione e di sorveglianza delle aree archeologiche.

      • g) ai fini della tutela del sistema ambientale della Valle del Lente, che rappresenta anche un'area di rilevante pregio ambientale di interesse naturalistico riconosciuta dal PTC della Provincia di Grosseto, i Piani Operativi dei Comuni di Pitigliano e Sorano dovranno garantire in forma coordinata:
        • - la tutela della qualità delle acque;
        • - la tutela, attraverso una corretta gestione, della vegetazione al fine di mantenere elevati livelli di qualità ambientale;
        • - la verifica, attraverso la rilevazione della situazione di fatto, della possibilità di riuso dei mulini e degli altri manufatti ancora presenti, finalizzata alla produzione di energia idroelettrica con modalità a basso impatto ambientale;

        5 Regole per la gestione degli insediamenti

      Oltre a quanto indicato al precedente comma 4, si definiscono le seguenti regole:

    • - Il Piano Strutturale individua nei centri storici di Pitigliano e Sorano ambiti urbani che, per la consolidata presenza di numerose e contigue attività commerciali di vicinato anche di interesse turistico, costituiscono centri commerciali naturali. Pertanto gli atti del governo del territorio dovranno favorire un'equilibrata distribuzione e localizzazione delle funzioni volta a sostenere il mantenimento di tali attività, ivi comprese quelle tradizionali e di tipicità, attraverso la definizione di regole che specifichino le destinazioni incompatibili ed i mutamenti di destinazione d'uso degli immobili;
    • - gli atti del governo del territorio dovranno favorire la riduzione degli attuali fenomeni di congestionamento dovuti alla concentrazione di veicoli privati nei periodi di maggior affluenza turistica attraverso l'assunzione di misure per la circolazione dei veicoli e di razionalizzazione della sosta anche attraverso l'individuazione di nuove aree di sosta per soddisfare il fabbisogno turistico;
    • - Il Piano Strutturale riconosce nella zona residenziale di Viale Brigate Partigiane a Sorano uno dei pochi esempi di pianificazione urbanistica e architettonica capace di interpretare con linguaggio stilistico contemporaneo i caratteri del tessuto edilizio storico di Sorano; il Piano Operativo dovrà pertanto assicurare la conservazione dell'impianto morfologico e tipologico favorendo interventi volti al mantenimento ed all'eventuale recupero dei materiali originari;
    • - gli atti per il governo del territorio provvedono a disciplinare l'istallazione di parabole e di stazioni radio base definendo ambiti nei quali escludere tale possibilità in considerazione dei possibili effetti negativi indotti dall'elettromagnetismo;
    • - per i nuclei minori l'installazione di impianti fotovoltaici o solari termici entro i limiti di potenza per usufruire dello scambio sul posto in base alla normativa vigente in materia non è consentita nelle seguenti aree laddove individuate dal Piano Operativo:
    • - nuclei storici, o porzioni di essi, non compresi nei beni paesaggistici di cui al comma 2, in considerazione della possibile incidenza sui valori estetico-percettivi;
    • - negli ambiti di pertinenza di centri e nuclei storici e negli ambiti periurbani, non compresi nei beni paesaggistici di cui al comma 2, in considerazione delle possibili interferenze con le visuali che si aprono sul paesaggio dai centri;
    • - il Piano Operativo dovrà formulare specifiche e differenziate norme per la tutela della panoramicità e per il mantenimento dei varchi visuali dei tratti di viabilità

    Tale disciplina dovrà essere formulata tenendo conto dei seguenti principi:

    • - escludere la possibilità di realizzare impianti per la distribuzione di carburanti;
    • - escludere la possibilità di realizzare manufatti edilizi a filo strada;
    • - garantire una adeguata manutenzione della vegetazione esistente conservando le alberature che costituiscono il corredo vegetazionale della strada;
    • - prevedere una corretta l'installazione della segnaletica e della cartellonistica in considerazione della panoramicità dei tratti.

    6 Regole per la gestione del territorio rurale

Per il territorio rurale definito a prevalente funzione agricola compreso in questo sistema di paesaggio, si formulano le seguenti regole:

* Opere di conservazione e miglioramento del paesaggio

Ai fini della tutela degli elementi di valore paesaggistico rappresentati dalle formazioni vegetali, presenti nelle gole del tufo di Pitigliano e Sorano nonché lungo le pendici del poggio di Montorio, il Piano Strutturale assume come opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale da realizzare in connessione con la gestione delle attività agricole, tutte le opere necessarie alla tutela e conservazione di tali formazioni. Tali opere, oltre a garantire la conservazione delle risorse paesaggistico-ambientali, concorrono al miglioramento e all'interconnessione di habitat naturali ed alla prevenzione degli incendi.

Gli elementi di valore paesaggistico sopra richiamati dovranno essere puntualmente individuati nei Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale (PAPMAA).

* Nuovi edifici rurali

Ai fini dello svolgimento dell'attività agricola è ammessa la realizzazione di:

  • - residenze rurali e annessi agricoli;
  • - annessi agricoli a servizio di aziende con superfici fondiare inferiori ai minimi di cui all'art. 5 del Regolamento 63/R 2016;
  • - annessi a servizio dell'agricoltura amatoriale o per le piccole produzioni agricole di cui all'art.

12 del Regolamento 63/R 2016;

  • - serre fisse ad esclusione degli ambiti paesaggistici di cui al comma 2

Il Piano Operativo dovrà specificare inoltre le regole per l'inserimento nel contesto paesaggistico dei nuovi edifici rurali avendo cura in particolare di prescrivere:

  • - localizzazioni quanto più possibile prossime ai nuclei ed alle infrastrutture già esistenti e capaci di assecondare la morfologia del terreno;
  • - per le nuove residenze rurali il ricorso a tipologie compatte riferibili ai modelli locali;
  • - il rispetto delle proporzioni degli edifici tradizionali e l'utilizzo di materiali reperiti in loco o ad essi assimilabili per caratteristiche.

* Trasformazione del patrimonio edilizio esistente

Al fine di sostenere la permanenza della popolazione residente nel territorio rurale è ammesso il recupero di annessi agricoli, per usi residenziali o turistico-ricettivi, a condizione che concorrano alla riqualificazione degli insediamenti esistenti.

Negli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente non dovrà essere alterata la rete della viabilità poderale esistente.

* Disciplina delle attrezzature sportive pertinenziali

E' ammessa la realizzazione di impianti sportivi a carattere pertinenziale per le residenze e le attività ricettive nei limiti e con le modalità stabilite dalla disciplina e strategie locali.

* Disciplina delle attività connesse ed integrative all'attività agricola

Le attività connesse e integrative sono ammesse nel rispetto dei principi statutari e nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • - agriturismo attraverso il recupero del patrimonio edilizio aziendale nei limiti massimi di posti letto per ciascuna azienda agricola previsti dalla legge di settore;
  • - La produzione di energia da fonti rinnovabili non in contrasto con quanto disciplinato in relazione alle aree idonee, dall'art.20 comma 8 lett. c quater del d.lgs. 199/2021
  • - agricoltura sociale volta all'assistenza ed al recupero dei soggetti che si trovano in situazioni di emarginazione ed esclusione sociale attraverso interventi di recupero del patrimonio edilizio e di nuova edificazione nei limiti stabiliti dalla parte strategica del Piano.
  • - 2 I Territori Agricoli di Pitigliano e Sorano

1. Descrizione

Il sistema interessa i territori dei comuni di Pitigliano e Sorano caratterizzati da un uso agricolo produttivo orientato alle produzioni oli-viti-vinicole ed esercitato prevalentemente sui Pianori tufacei. L'unico insediamento presente è il centro antico di Sovana.

2. I beni paesaggistici

Ricadono in questo sistema i seguenti immobili ed aree di notevole interesse pubblico:

  • - Nucleo antico di Pitigliano e zona circostante di cui al DM 1.7.1967, parte;
  • - Zona dell'abitato di Sovana di cui al DM 18.5.1975.

Ricadono in questo sistema le seguenti aree tutelate per legge:

  • - i corsi d'acqua (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. c);
  • - formazioni boschive che caratterizzano le forre (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett.g);
  • - aree di interesse archeologico Pian di Morrano-Naioli-Sovana (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. m).

3. Obiettivi di qualità paesaggistica

  • - la tutela delle forre che caratterizzano il paesaggio del tufo;
  • - la tutela della vegetazione riparia che sottolinea i corsi d'acqua (fosso della Colonia, fosso della Calesina, fosso della Picciolana) che circondano l'abitato di Sovana;
  • - tutela dell'elevato grado di naturalità espresso dalle aree boscate e dall'ambiente fluviale del Fiora ricomprese nel SIR-ZPS "Alto corso del Fiora";
  • - il recupero urbanistico ed edilizio del nucleo storico di Sovana, incentivando l'eliminazione degli elementi che ne hanno alterato l'immagine originaria;
  • - il mantenimento delle visuali panoramiche verso l'antico centro di Sovana che si apprezzano dalla strada che conduce a casa Ripa;
  • - il mantenimento delle qualità diffuse del paesaggio espresso principalmente dalle forme e dai caratteri del territorio agricolo, attivando misure volte all'eliminazione del degrado dovuto alla scarsa qualità edilizia e all'impiego di materiali impropri negli annessi agricoli;
  • - la sostituzione degli annessi rurali di grandi dimensioni percepibili dalle visuali che si aprono dal centro storico di Pitigliano;
  • - il recupero e la qualificazione del patrimonio archeologico ai fini di una più ampia fruizione turistica e culturale;
  • - manutenzione della vegetazione sovrastante le vie cave (S. Sebastiano, Poggio Prisca, il Cavone e via cava di fosso Folonia) al fine di evitare il rischio legato al distacco di materiale tufaceo;
  • - il completamento e l'attivazione dell'impianto termale del Tosteto provvedendo alla sua qualificazione sotto il profilo paesaggistico ed ambientale;
  • - la progettazione e la gestione degli spazi a supporto delle attività produttive nel territorio rurale ai fini della mitigazione degli impatti paesaggistici.

4. Indirizzi per la tutela dei beni paesaggistici

  • a) ai fini della tutela dei valori naturalistici ed estetico-percettivi delle formazioni vegetali presenti nelle forre e della vegetazione riparia che circonda Sovana, , non è consentita la realizzazione di qualunque tipo di manufatto;
  • b) ai fini della tutela dell'eccezionale valore estetico-percettivo espresso dal rapporto di continuità esistente tra lo sperone di tufo e l'insediamento storico, così come percepibile all'esterno del centro abitato di Pitigliano, sono vietate:
    • - la realizzazione di qualunque intervento che possa determinare alterazioni prospettiche significative, quali volumi in aggetto, tettoie, pensiline che non siano semplici coperture degli ingressi delle abitazioni, modifiche di aperture esistenti che costituiscano alterazioni dell'immagine della cortina esterna dell'edificato;
    • - la realizzazione di nuove volumetrie nelle aree circostanti gli speroni di tufo;

    E' altresì da incentivare la mitigazione degli effetti negativi sulle visuali panoramiche, che si aprono dal centro storico di Pitigliano, attraverso la schermatura o la rilocalizzazione di edifici produttivi;

  • c) ai fini della tutela del centro storico di Sovana, nell'ambito degli interventi sul patrimonio edilizio esistente, dovrà essere progressivamente eliminato il degrado dovuto alle improprie sostituzioni di infissi, alla modifica dei rapporti tra pieni e vuoti con ampliamenti e tamponamenti delle aperture originarie, all'abbandono delle aree non edificate all'interno della cortina edilizia, all'uso di tecniche costruttive e/o di finiture improprie, alla realizzazione di garage e locali accessori di scarsa qualità architettonica;
  • d) negli ambiti che costituiscono risorsa archeologica intorno a Sovana nonché nelle zone di interesse archeologico di cui al D.Lgs 42/2004 - art. 142 1° comma, lettera m) (necropoli di Valle Bona, Monte Rosello e del Colonia-Pian delle Colonnette, Necropoli di Sopraripa-S. Sebastiano, Costa della Madonna e Poggio Grezzano, Necropoli di Poggio Felceto e Poggio Stanziale), è vietata la nuova edificazione per qualsiasi fine ad eccezione delle sole attrezzature di supporto alle funzioni di visita, documentazione-promozione e di sorveglianza delle aree archeologiche nell'ambito del più ampio progetto del "Parco museo della civiltà degli etruschi".

Tutti gli interventi finalizzati alla fruizione pubblica delle aree archeologiche dovranno salvaguardare la rete della viabilità interna esistente che non potrà essere in ogni caso asfaltata; i materiali utilizzati dovranno avere un aspetto simile a quello della terra battuta o della ghiaia e costituire una pavimentazione permeabile.

A servizio della fruizione turistico culturale del sistema delle aree archeologiche potranno essere realizzati parcheggi con le stesse caratteristiche di elevata compatibilità ambientale sia nella pavimentazione che negli arredi (recinzioni e sistema di illuminazione).

5. Regole per la gestione degli insediamenti

Oltre a quanto indicato al comma 4, si definiscono i seguenti indirizzi. Il Piano Operativo dovrà:

  • - individuare in prossimità di Sovana un'area da destinare a parcheggio per autovetture e sosta camper, dotata di servizi alla sosta e spazi espositivi, per conseguire una corretta gestione dei flussi di traffico privato, che assume in alcuni periodi dell'anno livelli di particolare intensità;
  • - non considerare il nucleo abitato di Sovana quale possibile ambito per l'installazione di impianti fotovoltaici o solari termici entro i limiti di potenza per usufruire dello scambio sul posto in base alla normativa vigente in materia
  • - definire regole per una progettazione degli spazi liberi, in relazione alla specificità dei caratteri del paesaggio, da realizzare nell'ambito del completamento del complesso termale del Tosteto;
  • - definire le regole per eliminare gli elementi che diminuiscono la qualità estetico percettiva delle visuali che si aprono dal centro storico di Pitigliano verso la madonna delle Grazie attraverso la rilocalizzazione degli impianti di servizio all'agricoltura;
  • - il Piano Operativo dovrà formulare specifiche e differenziate norme per la tutela della panoramicità e per il mantenimento dei varchi visuali dei tratti di viabilità.

Tale disciplina dovrà essere formulata tenendo conto dei seguenti principi:

  • - escludere la possibilità di realizzare impianti per la distribuzione di carburanti;
  • - escludere la possibilità di realizzare manufatti edilizi a filo strada;
  • - garantire una adeguata manutenzione della vegetazione esistente conservando le alberature che costituiscono il corredo vegetazionale della strada;
  • - prevedere una corretta l'installazione della segnaletica e della cartellonistica in considerazione della panoramicità dei tratti.

Per garantire la riqualificazione delle aree interessate da impianti produttivi e dalle attività di escavazione il Piano Operativo dovrà definire le regole per la realizzazione di nuovi impianti funzionali all'attività ovvero gli ampliamenti di quelli esistenti con particolare riferimento alla progettazione degli spazi e delle strade di servizio in modo da favorire il corretto inserimento paesaggistico di tali strutture, minimizzando quanto possibile l'impegno di nuovo suolo.

6. Regole per la gestione del territorio rurale

Nel rispetto degli indirizzi di tutela dei beni paesaggistici di cui al precedente comma 5, per il territorio rurale definito, ai sensi della individuazione delle classi economico-agrarie, dagli orientamenti regionali, si formulano le seguenti prescrizioni:

* Opere di conservazione e miglioramento del paesaggio

Ai fini della tutela degli elementi di valore paesaggistico e naturalistico dovuti alla presenza di ampie superfici boscate e dell'alveo del fiume Fiora, ricompreso in ZPS, il Piano Strutturale assume come opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale da realizzare in connessione con la gestione delle attività agricole, le seguenti misure di conservazione:

  • - interventi di rinaturalizzazione della vegetazione ripariale;
  • - riduzione delle aree coltivate a favore delle aree golenali;
  • - interventi di mantenimento del mosaico vegetazionale costituito dalle specie tipiche delle garighe, delle boscaglie e dei greti;
  • - interventi di gestione forestale finalizzati alla progressiva sostituzione dei boschi di conifere;

Ai fini della tutela degli elementi di valore paesaggistico rappresentati dalle formazioni vegetali, presenti nelle gole del tufo di Pitigliano e Sorano nonché lungo le pendici del poggio di Montorio, il Piano Strutturale assume come opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale da realizzare in connessione con la gestione delle attività agricole, tutte le opere necessarie alla tutela e conservazione di tali formazioni. Tali opere, oltre a garantire la conservazione delle risorse paesaggistico-ambientali, concorrono al miglioramento e all'interconnessione di habitat naturali ed alla prevenzione degli incendi.

Gli elementi di valore paesaggistico sopra richiamati dovranno essere puntualmente individuati nei Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale (PAPMAA).

* Nuovi edifici rurali

Ai fini dello svolgimento dell'attività agricola è ammessa la realizzazione di:

  • - residenze rurali la cui dimensione sarà definita dal Piano Operativo entro il limite massimo di 150 mq. di superficie utile lorda e annessi agricoli;
  • - annessi agricoli a servizio di aziende con superfici fondiare inferiori ai minimi di cui all'art. 5 del Regolamento 63/R 2016;
  • - annessi a servizio dell'agricoltura amatoriale o per le piccole produzioni agricole di cui all'art. 12 del Regolamento 63/R 2016;
  • - serre fisse ad esclusione degli ambiti paesaggistici di cui al comma 2

Il Piano Operativo dovrà specificare inoltre le regole per l'inserimento nel contesto paesaggistico dei nuovi edifici rurali avendo cura in particolare di prescrivere:

  • - localizzazioni quanto più possibile prossime ai nuclei ed alle infrastrutture già esistenti e capaci di assecondare la morfologia del terreno e di non alterare la rada maglia poderale che costituisce la struttura storica del territorio rurale intorno a Sovana;
  • - per le nuove residenze rurali il ricorso a tipologie compatte riferibili ai modelli locali;
  • - il rispetto delle proporzioni degli edifici tradizionali e l'utilizzo di materiali reperiti in loco o ad essi assimilabili per caratteristiche.

* Trasformazione del patrimonio edilizio esistente

Al fine di sostenere il mantenimento della popolazione residente nel territorio rurale è ammesso il recupero di annessi agricoli per usi residenziali o turistico-ricettivi, a condizione che concorrano alla riqualificazione degli insediamenti esistenti e non determinino la perdita dei caratteri architettonici originari degli edifici.

Negli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente non dovrà essere alterata la rete della viabilità poderale esistente.

* Disciplina delle attrezzature sportive pertinenziali

E' ammessa la realizzazione di impianti sportivi a carattere pertinenziale per le residenze e le attività ricettive nei limiti e con le modalità stabilite dalla disciplina e strategie locali.

* Disciplina delle attività connesse ed integrative all'attività agricola

Le attività connesse e integrative sono ammesse nel rispetto dei principi statutari e nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • - agriturismo attraverso il recupero del patrimonio edilizio aziendale nei limiti massimi di posti letto per ciascuna azienda agricola previsti dalla legge di settore;
  • - le opere e gli impianti di pertinenza ai fabbricati ad uso agrituristico e le aree per la sosta degli ospiti campeggiatori che devono essere realizzati in modo da integrarsi con l'ambiente circostante, con particolare riferimento alle sistemazioni e agli arredi esterni, alla regimazione idraulica e allo smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi. Gli interventi devono comunque garantire una sufficiente dotazione di acqua potabile.
  • - La produzione di energia da fonti rinnovabili non in contrasto con quanto disciplinato in relazione alle aree idonee, dall'art.20 comma 8 lett. c quater del d.lgs. 199/2021
  • - agricoltura sociale volta all'assistenza ed al recupero dei soggetti che si trovano in situazioni di emarginazione ed esclusione sociale è consentita attraverso interventi di recupero del patrimonio edilizio e di nuova edificazione nei limiti stabiliti dalla parte strategica del Piano Strutturale.
  • - commercializzazione e valorizzazione dei prodotti agricoli, a condizione che concorrano a determinare un polo integrato anche con funzioni produttive.
  • - attività didattiche, ricreative e sportive connesse alla valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche del territorio rurale attraverso interventi di recupero del patrimonio edilizio e di nuova edificazione nei limiti stabiliti dalla parte strategica del Piano Strutturale.
  • - 3 I territori Rurali delle lingue e dei pianori tufacei

1. Descrizione

Il sistema interessa il territorio del comune di Sorano caratterizzato da una particolare morfologia costituita dall'alternanza di altopiani alluvionali e di piccole valli poco profonde orientate in direzione nord-sud con dislivelli naturali, solcate da una rete idrografica minore.

I due nuclei insediativi presenti sono S. Giovanni delle Contee al confine con il sistema dei calanchi e Pratolungo nella parte inferiore del sub-ambito.

2. I beni paesaggistici

Ricadono in questo sistema i seguenti immobili ed aree di notevole interesse pubblico:

  • - l'area boscata del Poggio Santa Vittoria, quale porzione della zona del centro storico di Montorio ed area circostante di cui al DM 21.2.1977.

Ricadono in questo sistema le seguenti aree tutelate per legge:

  • - le formazioni boschive che caratterizzano le forre (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett.g).
  • - i corsi d'acqua (art. 142 D.Lgs 42/04 e s.m.i., comma 1 Lett. c);

3. Obiettivi di qualità paesaggistica

  • - salvaguardare la relazione fisica e percettiva espressa dalla combinazione tra la morfologia dei pianori tufacei e le forme lineari della vegetazione che corre lungo i corsi d'acqua e sulla sommità dei pianori stessi;
  • - assicurare la conservazione dei caratteri morfologici e tipologici del nucleo rurale di Pratolungo;
  • - garantire gli attuali livelli di panoramicità determinati dalle visuali verso il monte Civitella che si aprono lungo la strada provinciale Pitigliano-Santa Fiora nel tratto compreso tra il bivio per Castell'Ottieri e il bivio per Onano e lungo la strada di connessione tra la provinciale e San Valentino;
  • - la tutela del nucleo di San Giovanni delle Contee che conserva l'impianto storico di tipo lineare;
  • - la riqualificazione delle aree interessate da impianti produttivi e dalle attività di escavazione.

4. Indirizzi per la tutela dei beni paesaggistici

La tutela dei valori naturalistici espressi dalle aree tutelate per legge è garantita dall'attuazione degli indirizzi formulati nei commi seguenti.

5. Regole per la gestione degli insediamenti

Per il nucleo di San Giovanni delle Contee si assumono le regole relative alla risorsa "centri storici del tufo", per cui il Piano Operativo dovrà specificare:

  • - gli interventi necessari per recupero del degrado architettonico indotto da recenti ristrutturazioni (uso di materiali impropri);
  • - gli interventi necessari per il recupero del degrado urbanistico attraverso la disciplina dei vuoti urbani;

Per il nucleo rurale di Pratolungo il Piano Operativo dovrà garantire la conservazione dell'impianto morfologico, il recupero delle condizioni di degrado degli edifici esistenti dovuto all'assenza o alla scarsa qualità degli interventi di manutenzione. Il Piano Operativo dovrà, inoltre fissare le regole urbanistiche ed edilizie per le eventuali aggiunte volumetriche al fine di mantenere la leggibilità dei caratteri di ruralità del nucleo stesso.

Il Piano Operativo dovrà formulare specifiche e differenziate norme per la tutela della panoramicità e per il mantenimento dei varchi visuali dei tratti di viabilità.

Tale disciplina dovrà essere formulata tenendo conto dei seguenti principi:

  • - escludere la possibilità di realizzare impianti per la distribuzione di carburanti;
  • - escludere la possibilità di realizzare manufatti edilizi a filo strada;
  • - garantire una adeguata manutenzione della vegetazione esistente conservando le alberature che costituiscono il corredo vegetazionale della strada;
  • - prevedere una corretta l'installazione della segnaletica e della cartellonistica in considerazione della panoramicità dei tratti.

Per garantire la riqualificazione delle aree interessate da impianti produttivi e dalle attività di escavazione il Piano Operativo dovrà definire le regole per la realizzazione di nuovi impianti funzionali all'attività ovvero gli ampliamenti di quelli esistenti con particolare riferimento alla progettazione degli spazi e delle strade di servizio in modo da favorire il corretto inserimento paesaggistico di tali strutture, minimizzando quanto possibile l'impegno di nuovo suolo.

6. Regole per la gestione del territorio rurale

Nel rispetto degli indirizzi di tutela dei beni paesaggistici di cui al precedente comma 6, per il territorio rurale definito a prevalente funzione agricola compreso in questo sub-ambito di paesaggio, si formulano le seguenti prescrizioni:

* Opere di miglioramento dell'ambiente

Ai fini della tutela degli elementi di valore paesaggistico rappresentati dalle formazioni vegetali che corrono in senso longitudinale sulla sommità dei pianori e lungo il minuto reticolo idrografico, la disciplina paesaggistica del presente Piano assume come opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale da realizzare in connessione con la gestione delle attività agricole tutte le opere necessarie alla tutela e conservazione di tali formazioni.

Gli elementi di valore paesaggistico sopra richiamati dovranno essere puntualmente individuati nei Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale (PAPMAA).

* Nuovi edifici rurali

Ai fini dello svolgimento dell'attività agricola è ammessa la realizzazione di:

  • - residenze rurali e annessi agricoli;
  • - annessi a servizio dell'agricoltura amatoriale o per le piccole produzioni agricole
  • - serre fisse ad esclusione degli ambiti paesaggistici di cui al comma 2.

Il Piano Operativo dovrà specificare inoltre le regole per l'inserimento nel contesto paesaggistico dei nuovi edifici rurali avendo cura in particolare di prescrivere:

  • - localizzazioni quanto più possibile prossime ai nuclei ed alle infrastrutture già esistenti e capaci di assecondare la morfologia del terreno;
  • - per le nuove residenze rurali il ricorso a tipologie compatte riferibili ai modelli locali;
  • - il rispetto delle proporzioni degli edifici tradizionali e l'utilizzo di materiali reperiti in loco o ad essi assimilabili per caratteristiche.

* Trasformazione del patrimonio edilizio esistente

Al fine di sostenere il mantenimento della popolazione residente nel territorio rurale è ammesso il recupero delle sole residenze rurali per usi residenziali o turistico-ricettivi con i limiti e con le modalità definiti dal Piano Operativo, comunque a condizione che concorrano alla riqualificazione degli insediamenti esistenti.

Negli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente non dovrà essere alterata la rete della viabilità poderale esistente

* Disciplina delle attrezzature sportive pertinenziali

E' ammessa la realizzazione di impianti sportivi a carattere pertinenziale per le residenze e le attività ricettive nei limiti e con le modalità stabilite dalla disciplina e strategie locali.

* Disciplina delle attività connesse ed integrative all'attività agricola

Le attività connesse e integrative sono ammesse nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • - agriturismo attraverso il recupero del patrimonio edilizio aziendale nei limiti massimi di posti letto per ciascuna azienda agricola previsti dalla legge di settore;
  • - La produzione di energia da fonti rinnovabili non in contrasto con quanto disciplinato in relazione alle aree idonee, dall'art.20 comma 8 lett. c quater del d.lgs. 199/2021;
  • - 4 Il Pianoro di San Quirico

1. Descrizione

Il sistema 4 è costituito dalla porzione più occidentale del Comune di Pitigliano, in cui ricadono i nuclei del Casone e La Rotta, e dai territori circostanti il nucleo di San Quirico, frazione del Comune di Sorano. L'ambito si configura come un ampio Pianoro di tufo circoscritto dal sistema delle forre.

2. I beni paesaggistici

Ricadono in questo sistema i seguenti immobili ed aree di notevole interesse pubblico:

  • - Zona panoramica sita in Comune di Sorano di cui al DM 28.7.1971, parte.

Ricadono in questo sistema le seguenti aree tutelate per legge:

  • - i corsi d'acqua (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. c);
  • - le formazioni boschive (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. g);
  • - le aree di interesse archeologico (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. m); al cui interno è presente l'insediamento rupestre ed il complesso fortificato di Vitozza riconosciuto di particolare interesse storico-artistico ex lege 1089/39 con DM del 13.1.1987.

3. Obiettivi di qualità paesaggistica

  • - il recupero delle situazioni di degrado legate ai margini dei centri e dei nuclei abitati ed al proliferare di piccoli annessi nelle aree immediatamente circostanti;
  • - la tutela delle forre che caratterizzano il paesaggio del tufo;
  • - l'eliminazione delle condizioni di degrado e di abbandono in cui versa l'insediamento rupestre di Vitozza;
  • - la riqualificazione ambientale dell'ex-discarica di Sorano in prossimità del Fosso Barcatoio attraverso uno specifico progetto di bonifica e messa in sicurezza permanente del sito che tenga anche conto della presenza prossima del corso d'acqua e di punti di captazione per uso agricolo e idropotabile;
  • - la riqualificazione del nucleo de "La Rotta".

4. Indirizzi per la tutela dei beni paesaggistici

La tutela dei valori naturalistici espressi dalle aree tutelate per legge è garantita dall'attuazione degli indirizzi formulati nei commi seguenti.

5. Regole per la gestione degli insediamenti

Ai fini della tutela del complesso storico di Vitozza è necessario garantire adeguate condizioni di manutenzione e sorveglianza dell'intera area anche ai fini di una migliore fruizione turistico- culturale. In tal senso sono da incentivare:

  • - gli interventi volti all'eliminazione degli usi impropri che caratterizzano le grotte poste lungo il percorso di accesso;
  • - la manutenzione della vegetazione spontanea;
  • - la creazione di un centro informazione da localizzare anche in prossimità dell'area.

E' comunque da escludere all'interno degli ambiti che costituiscono risorsa archeologica, qualsiasi intervento di nuova edificazione.

Nei centri abitati e nei nuclei le nuove edificazioni dovranno concorrere a riqualificare gli insediamenti esistenti ed incrementare la qualità urbana e architettonica attraverso:

  • - il consolidamento della frazione del Casone con particolare riferimento alla dotazione dei servizi;
  • - la riorganizzazione e la riqualificazione delle aree produttive presenti alla Rotta attraverso interventi rivolti in particolare alle aree di deposito e vendita a cielo aperto;
  • - il consolidamento della frazione di S. Quirico attraverso la ricucitura dei margini urbani e la valorizzazione degli spazi pubblici e delle aree libere all'interno del tessuto edilizio esistente;
  • - l'eliminazione delle condizioni di degrado nelle aree agricole di frangia intorno a S. Quirico connesse alla presenza di manufatti precari a servizio dell'attività agricola amatoriale spesso realizzati sfruttando i dislivelli delle balze di tufo;
  • - consolidamento e rifunzionalizzazione dell'area artigianale de La Valle.

Gli interventi di potenziamento e riqualificazione delle frazioni e dei nuclei esistenti dovranno conformarsi ai seguenti criteri:

  • - la nuova edificazione dovrà utilizzare tecnologie rispondenti ai principi della bioedilizia e della bioclimatica anche ai fini dell'autosufficienza energetica;
  • - la progettazione degli spazi aperti dovrà contribuire a rafforzare la qualità degli spazi pubblici, degli spazi verdi e dei collegamenti con particolare riferimento ai percorsi residenza-servizi fruiti dai bambini e dagli anziani; dovrà altresì contribuire all'integrazione con gli il paesaggio agrario;
  • - disciplinare l'installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici adottando tecniche e materiali volti ad assicurare soluzioni architettoniche ottimali unitamente alla massima efficienza energetica.

Per garantire la riqualificazione delle aree interessate da impianti produttivi e dalle attività di escavazione il Piano Operativo dovrà definire le regole per la realizzazione di nuovi impianti funzionali all'attività ovvero gli ampliamenti di quelli esistenti con particolare riferimento alla progettazione degli spazi e delle strade di servizio in modo da favorire il corretto inserimento paesaggistico di tali strutture, minimizzando quanto possibile l'impegno di nuovo suolo.

Con specifico riferimento al complesso termale di S. Maria dell'Aquila dovrà essere garantita l'attivazione dei servizi sanitari e una complessiva riqualificazione ambientale e paesaggistica dell'area rivolta in particolare alla progettazione degli spazi liberi.

6. Regole per la gestione del territorio rurale

Nel rispetto degli indirizzi di tutela dei beni paesaggistici di cui al precedente comma 4, per il territorio rurale definito a prevalente funzione agricola compreso in questo sistema di paesaggio, si formulano le seguenti prescrizioni:

* Opere di miglioramento dell'ambiente

Ai fini della tutela degli elementi di valore paesaggistico rappresentati dalle formazioni vegetali, presenti nelle profonde valli incise nel tufo, il Piano Strutturale assume come opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale da realizzare in connessione con la gestione delle attività agricole, tutte le opere necessarie alla tutela e conservazione di tali formazioni. Tali opere, oltre a garantire la conservazione delle risorse paesaggistico-ambientali, concorrono al miglioramento e all'interconnessione di habitat naturali ed alla prevenzione degli incendi.

Gli elementi di valore paesaggistico sopra richiamati dovranno essere puntualmente individuati nei Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale (PAPMAA).

* Nuovi edifici rurali

Ai fini dello svolgimento dell'attività agricola è ammessa la realizzazione di:

  • - residenze rurali, la cui dimensione sarà definita dal Piano Operativo entro il limite massimo di 150 mq. di superficie utile lorda, e annessi agricoli;
  • - annessi agricoli a servizio di aziende con superfici fondiare inferiori ai minimi di cui all'art. 5 del Regolamento 63/R 2016;
  • - annessi a servizio dell'agricoltura amatoriale o per le piccole produzioni agricole di cui all'art. 12 del Regolamento 63/R 2016.
  • - serre fisse ad esclusione degli ambiti paesaggistici di cui al comma 2;

Il Piano Operativo dovrà specificare inoltre le regole per l'inserimento nel contesto paesaggistico dei nuovi edifici rurali avendo cura in particolare di prescrivere:

  • - localizzazioni quanto più possibile prossime ai nuclei ed alle infrastrutture già esistenti e capaci di assecondare la morfologia del terreno;
  • - per le nuove residenze rurali il ricorso a tipologie compatte riferibili ai modelli locali;
  • - il rispetto delle proporzioni degli edifici tradizionali e l'utilizzo di materiali reperiti in loco o ad essi assimilabili per caratteristiche;

E' vietata la realizzazione di nuove residenze rurali all'interno delle forre.

* Trasformazione del patrimonio edilizio esistente

Al fine di sostenere il mantenimento della popolazione residente nel territorio rurale è ammesso il recupero di annessi agricoli per usi residenziali o turistico-ricettivi, a condizione che concorrano alla riqualificazione degli insediamenti esistenti e non determinino la perdita dei caratteri architettonici originari degli edifici.

Negli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente non dovrà essere alterata la rete della viabilità poderale esistente.

* Disciplina delle attrezzature sportive pertinenziali

E' ammessa la realizzazione di impianti sportivi a carattere pertinenziale per le residenze e le attività ricettive nei limiti e con le modalità stabilite dalla disciplina e strategie locali.

* Disciplina delle attività connesse ed integrative all'attività agricola

Le attività connesse e integrative sono ammesse nel rispetto dei principi statutari e nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • - agriturismo attraverso il recupero del patrimonio edilizio aziendale nei limiti massimi di posti letto per ciascuna azienda agricola previsti dalla legge di settore;
  • - le opere e gli impianti di pertinenza ai fabbricati ad uso agrituristico e le aree per la sosta degli ospiti campeggiatori che devono essere realizzati in modo da integrarsi con l'ambiente circostante, con particolare riferimento alle sistemazioni e agli arredi esterni, alla regimazione idraulica e allo smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi. Gli interventi devono comunque garantire una sufficiente dotazione di acqua potabile;
  • - La produzione di energia da fonti rinnovabili non in contrasto con quanto disciplinato in relazione alle aree idonee, dall'art.20 comma 8 lett. c quater del d.lgs. 199/2021
  • - 5 I territori di Manciano

1. Descrizione

Il sistema 5 comprende la porzione del territorio del Comune di Pitigliano che si estende prevalentemente oltre il corso del fiume Fiora fino al confine con il Comune di Manciano. Si tratta di un'area collinare quasi completamente boscata con scarsissima presenza di insediamenti costituiti esclusivamente da poderi. Il sub-sistema risulta in gran parte compreso nel SIR e Zona a Protezione Speciale 119 Alto corso del Fiora.

2. I beni paesaggistici

Ricadono in questo sistema le seguenti aree tutelate per legge:

  • - i corsi d'acqua (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. c);
  • - le formazioni boschive (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. g);
  • - le aree di interesse archeologico (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. m); al cui interno è presente la necropoli etrusca di Poggio Buco soggetta a vincolo archeologico ex lege 1089/39 con DM del 17.7.1990.

3. Obiettivi di qualità paesaggistica

  • - tutela dell'elevato grado di naturalità espresso dalle aree boscate e dall'ambiente fluviale del Fiora ricompreso nel SIR-ZPS "Alto corso del Fiume Fiora;
  • - progettazione e gestione dei lavori di adeguamento della strada 74 Maremmana volte alla mitigazione degli effetti negativi sul paesaggio;
  • - recupero delle situazioni di degrado legate sia all'abbandono delle aree archeologiche sia alla presenza delle attività estrattive in prossimità del fiume Fiora.

4. Indirizzi per la tutela dei beni paesaggistici

Ai fini della tutela dei valori naturalistici e storici espressi dalle aree tutelate per legge si esprimono i seguenti indirizzi:

  • a) l'adeguamento e il potenziamento funzionale della strada 74 Maremmana, nei limiti del rispetto dei requisiti di sicurezza previsti dal Codice della strada, ai fini di della tutela delle aree tutelate per legge ai sensi dell'art. 142 del D.Lgs 42/04 e s.m.i. e del corretto inserimento degli interventi in un paesaggio di rilevante valore storico e naturalistico, dovrà conformarsi alle seguenti indicazioni:
    • - il progetto dovrà predisporre soluzioni che riducano al minimo i tratti in rilevato ed in trincea;
    • - le opere d'arte comunque necessarie dovranno essere realizzate con l'impiego di tecnologie e materiali ben inseribili nel contesto ambientale e paesaggistico del fiume Fiora, ed in particolare:

    * nei tratti in trincea dovrà essere quanto più possibile adottata la tecnica della terra armata per il contenimento del terreno;

* nel caso in cui sia indispensabile l'impiego di muro di contenimento, tali strutture dovranno essere rivestiti con materiali di provenienza locale;

  • - i tratti di viabilità dismessa dovranno essere rinaturalizzati, ove possibile;
  • - la regimazione delle acque dovrà essere realizzata in modo tale da impedire il proliferare di vegetazione spontanea;
  • - i cantieri dovranno essere progettati e gestiti in modo da minimizzare l'impatto visivo e gli effetti negativi sulle superfici boscate.

5. Regole per la gestione degli insediamenti

Nelle zone di interesse archeologico di "Poggio Buco" di cui al D.Lgs 42/2004 art. 142 1° comma lettera m) è vietata la nuova edificazione per qualsiasi fine. Gli edifici esistenti potranno essere recuperati quali strutture di supporto alle funzioni didattico-informative e documentaristiche per la fruizione dell'area archeologica.

Tutti gli interventi finalizzati alla fruizione pubblica delle aree archeologiche dovranno salvaguardare la rete della viabilità interna esistente che non potrà essere in ogni caso asfaltata; i materiali utilizzati dovranno avere un aspetto simile a quello della terra battuta o della ghiaia e costituire una pavimentazione permeabile.

A servizio della fruizione turistico culturale dell'area archeologica potrà essere realizzato un parcheggio con le stesse caratteristiche di elevata compatibilità ambientale sia nella pavimentazione che negli arredi (recinzioni e sistema di illuminazione).

6. Regole per la gestione del territorio rurale

Nel rispetto degli indirizzi di tutela dei beni paesaggistici di cui al precedente comma 4, per il territorio rurale definito a prevalente funzione agricola in considerazione della dominanza delle componenti ambientali (ZPS Alto corso del Fiora) e del carattere produttivo marginale che l'agricoltura riveste in questo sistema di paesaggio, si formulano le seguenti regole:

* Opere di miglioramento dell'ambiente

Ai fini della tutela degli elementi di valore paesaggistico e naturalistico dovuti alla presenza di ampie superfici boscate sulle pendici circostanti Poggio Buco e dell'alveo del fiume Fiora, ricompreso in ZPS, la disciplina paesaggistica del presente Piano Strutturale assume come opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale da realizzare in connessione con la gestione delle attività agricole:

  • - interventi di rinaturalizzazione della vegetazione ripariale;
  • - riduzione delle aree coltivate a favore delle aree golenali;
  • - interventi di mantenimento del mosaico vegetazionale costituito dalle specie tipiche delle garighe, delle boscaglie e dei greti;
  • - interventi di gestione forestale finalizzati alla progressiva sostituzione dei boschi di conifere.

Gli elementi di valore paesaggistico sopra richiamati dovranno essere puntualmente individuati nei Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale (PAPMAA).

* Nuovi edifici rurali

Ai fini dello svolgimento dell'attività agricola è ammessa la realizzazione di:

  • - nuove residenze rurali ed annessi agricoli al di fuori delle zone di interesse archeologico di "Poggio Buco" di cui al D.Lgs 42/2004 art. 142 1° comma lettera m);
  • - serre fisse ad esclusione dei beni paesaggistici di cui al precedente comma 2;

Il Piano Operativo dovrà specificare inoltre le regole per l'inserimento nel contesto paesaggistico dei nuovi edifici rurali avendo cura in particolare di prescrivere:

  • - localizzazioni quanto più possibile prossime ai nuclei ed alle infrastrutture già esistenti e capaci di assecondare la morfologia del terreno;
  • - per le nuove residenze rurali il ricorso a tipologie compatte riferibili ai modelli locali;
  • - il rispetto delle proporzioni degli edifici tradizionali e l'utilizzo di materiali reperiti in loco o ad essi assimilabili per caratteristiche.

* Trasformazione del patrimonio edilizio esistente

Il Piano Operativo, in base alla schedatura del patrimonio edilizio esistente, disciplinerà gli interventi eccedenti la ristrutturazione edilizia, riguardanti anche il cambio di destinazione d'uso consentendo esclusivamente funzioni compatibili con gli obiettivi di qualità di cui al comma 5 e legate alla valorizzazione dell'area archeologica nel suo complesso.

Negli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente non dovrà essere alterata la rete della viabilità poderale esistente.

* Disciplina delle attrezzature sportive pertinenziali

Ad esclusione delle zone di interesse archeologico di "Poggio Buco" di cui al D.Lgs 42/2004 art. 142 1° comma lettera m) è ammessa la realizzazione di impianti sportivi a carattere pertinenziale per le residenze e le eventuali altre attività volte alla valorizzazione dell'area archeologica nel suo complesso con le modalità e con i limiti stabiliti dalla disciplina e strategia locali.

* Disciplina delle attività connesse ed integrative all'attività agricola

1. Non è ammessa la realizzazione di nuovi volumi per attività integrative di supporto all'attività agricola;

2. Le attività connesse e integrative sono ammesse, ad esclusione delle zone di interesse archeologico di "Poggio Buco" di cui al D.Lgs 42/2004 art. 142 1° comma lettera m), nel rispetto dei principi statutari e nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • - agriturismo attraverso il recupero del patrimonio edilizio aziendale nei limiti massimi di posti letto per ciascuna azienda agricola previsti dalla legge di settore;
  • - La produzione di energia da fonti rinnovabili non in contrasto con quanto disciplinato in relazione alle aree idonee, dall'art.20 comma 8 lett. c quater del d.lgs. 199/2021
  • - 6 I territori collinari dell'Alta valle del Fiora

1. Descrizione

L'ambito comprende i territori dei comuni di Castell'Azzara e Sorano caratterizzati dai versanti che declinano dal massiccio del Monte Civitella e del Monte Penna verso il fiume Fiora.

2. I beni paesaggistici

Ricadono in questo sistema le seguenti aree tutelate per legge:

  • - i corsi d'acqua (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. c):
  • - le formazioni boschive (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. g);
  • - i terreni gravati da uso civico (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. h);
  • - le aree di interesse archeologico (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. m) relative alle presenze di archeologia mineraria.

3. Obiettivi di qualità paesaggistica

  • - tutela dell'elevato grado di naturalità costituito dalle aree boscate, con particolare riferimento agli usi civici e dall'ambiente fluviale del Fiora;
  • - valorizzazione culturale e turistica della Rocca Silvana e del patrimonio di archeologia industriale già recuperato, come la Miniera del Morone, della Miniera del Siele e di quello ancora da recuperare e bonificare;
  • - conservazione della tradizionale struttura del territorio rurale a campi chiusi, delimitati da siepi e filari di alberi, capace di assicurare buoni livelli di biodiversità e di qualità visiva;
  • - permanenza dei caratteri di panoramicità della strada che circonda il monte Elmo ed il monte Civitella in direzione di Selvena e delle sue diramazioni verso il Fiora nonché della strada che conduce a Montebuono che offre visuali aperte verso Sorano.

4. Indirizzi per la tutela dei beni paesaggistici

La tutela dei valori naturalistici e storici espressi dalle aree tutelate per legge è garantita dall'attuazione degli indirizzi formulati nei commi seguenti.

5. Regole per la gestione degli insediamenti

Ai fini della tutela della qualità della struttura insediativa, della morfologia storica dei nuclei rurali di Montebuono, Poggio Montone e Querciolaia, nonché della relazione anche visuale con gli spazi rurali e di margine, il Piano Operativo dovrà definire, sulla base della schedatura del patrimonio edilizio esistente:

  • - una specifica disciplina al fine di garantire la conservazione dei caratteri degli edifici;
  • - gli indirizzi per la realizzazione delle eventuali addizioni che tengano conto della morfologia dei nuclei e dei caratteri edilizi;
  • - le regole per la localizzazione delle eventuali nuove previsioni.

Al fine di limitare la dispersione edilizia che caratterizza il sistema insediativo, rappresentato da case sparse e dalla loro aggregazione (Querciolaia di sotto, La Dispensa, La Casina, Case Coppi), lungo la strada provinciale per Selvena fino a Montebuono, le eventuali addizioni ammesse dalla parte strategica del Piano Strutturale dovranno essere localizzate secondo il principio del consolidamento edilizio degli aggregati già esistenti e dei nuclei di Montebuono e Poggio Montone. La progettazione di nuove strutture finalizzati alla valorizzazione e alla fruizione culturale, sociale e didattica della Miniera del Morone nonchè gli interventi di adeguamento della viabilità e degli spazi per la sosta dovranno rispondere a requisiti di elevata compatibilità ambientale.

L'installazione di impianti fotovoltaici o solari termici entro i limiti di potenza per usufruire dello scambio sul posto in base alla normativa vigente in materia non è consentita nelle seguenti aree laddove individuate dal Piano Operativo:

  • - nuclei storici, o porzioni di essi, non compresi nei beni paesaggistici di cui al comma 2, in considerazione della possibile incidenza sui valori estetico-percettivi;
  • - nelle aree contigue ai centri storici principali, non compresi nei beni paesaggistici di cui al comma 2, in considerazione delle possibili interferenze con le visuali che si aprono sul paesaggio dai centri.

L'installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici, laddove ammessa dovrà adottare tecniche e materiali volti ad assicurare soluzioni architettoniche ottimali unitamente alla massima efficienza energetica.

Il Piano Operativo dovrà formulare specifiche e differenziate norme per la tutela della panoramicità e per il mantenimento dei varchi visuali dei tratti di viabilità. Tale disciplina dovrà essere formulata tenendo conto dei seguenti principi:

  • - escludere la possibilità di realizzare impianti per la distribuzione di carburanti che ricadano nelle aree interessate da varchi visuali;
  • - escludere la possibilità di realizzare manufatti edilizi a filo strada;
  • - garantire una adeguata manutenzione della vegetazione esistente conservando le alberature che costituiscono il corredo vegetazionale della strada;
  • - prevedere una corretta l'installazione della segnaletica e della cartellonistica in considerazione della panoramicità dei tratti.

6. Regole per la gestione del territorio rurale

Ai fini della tutela dei beni paesaggistici di cui al precedente comma 4, per il territorio rurale definito a prevalente funzione agricola in considerazione della dominanza delle componenti ambientali (SIR-ZPS 119 Alto corso del Fiora) e del carattere produttivo marginale che l'agricoltura riveste in questo sub-ambito di paesaggio, si formulano le seguenti regole:

* Opere di miglioramento dell'ambiente

Ai fini della tutela degli elementi di valore paesaggistico e naturalistico dovuti alla presenza di ampie superfici boscate e dell'alveo del fiume Fiora, ricompreso in ZPS, nonché della conservazione della tradizionale struttura a campi chiusi, la disciplina paesaggistica del presente Piano Strutturale assume come opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale da realizzare in connessione con la gestione delle attività agricole le seguenti misure di conservazione:

  • - interventi di rinaturalizzazione della vegetazione ripariale;
  • - riduzione delle aree coltivate a favore delle aree golenali;
  • - interventi di mantenimento del mosaico vegetazionale costituito dalle specie tipiche delle garighe, delle boscaglie e dei greti;
  • - mantenimento dell'integrità degli eco-sistemi forestali in termini qualitativi e quantitativi, favorendone la diversificazione ecologica e l'incremento dei livelli di maturità e la rinaturalizzazione;
  • - interventi di gestione forestale finalizzati alla progressiva sostituzione dei boschi di conifere.

A queste si aggiungono inoltre i seguenti interventi:

  • - mantenimento di tutte le specie arboree ed arbustive (siepi e filari di alberi) che costituiscono delimitazione dei fondi agricoli;
  • - inerbimento di seminativi e colture arboree dei terreni con pendenza superiore al 20%.

Gli elementi di valore paesaggistico sopra richiamati dovranno essere puntualmente individuati nei Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale (PAPMAA).

* Nuovi edifici rurali

All'esterno del perimetro del SIR-ZPS "Alto corso del Fiora" è ammessa la realizzazione di:

  • - residenze rurali, la cui dimensione sarà definita dal Piano Operativo entro il limite massimo di 150 mq. di superficie utile lorda e annessi agricoli
  • - annessi agricoli a servizio di aziende con superfici fondiarie inferiori ai minimi di cui all'art. 5 del Regolamento 63/R 2016;
  • - annessi a servizio dell'agricoltura amatoriale o per le piccole produzioni agricole;
  • - serre fisse ad esclusione degli ambiti paesaggistici di cui al comma 2;

Il Piano Operativo dovrà specificare inoltre le regole per l'inserimento nel contesto paesaggistico dei nuovi edifici rurali avendo cura in particolare di prescrivere:

  • - localizzazioni quanto più possibile prossime ai nuclei ed alle infrastrutture già esistenti e capaci di assecondare la morfologia del terreno;
  • - per le nuove residenze rurali il ricorso a tipologie compatte riferibili ai modelli locali;
  • - il rispetto delle proporzioni degli edifici tradizionali e l'utilizzo di materiali reperiti in loco o ad essi assimilabili per caratteristiche.

* Trasformazione del patrimonio edilizio esistente

Al fine di sostenere il mantenimento della popolazione residente nel territorio rurale è ammesso il recupero di annessi agricoli per usi residenziali o turistico-ricettivi nelle modalità e con i limiti definiti dalla L.R. 65/2014 a condizione che concorrano alla riqualificazione degli insediamenti esistenti

Negli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente non dovrà essere alterata la rete della viabilità poderale esistente.

* Disciplina delle attrezzature sportive pertinenziali

E' ammessa la realizzazione di impianti sportivi a carattere pertinenziale per le residenze e le attività ricettive nei limiti e con le modalità stabilite dalla disciplina e strategie locali.

* Disciplina delle attività connesse ed integrative all'attività agricola

Le attività connesse e integrative sono ammesse nel rispetto dei principi statutari e nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • - agriturismo attraverso il recupero del patrimonio edilizio aziendale nei limiti massimi di posti letto per ciascuna azienda agricola previsti dalla legge di settore;
  • - le opere e gli impianti di pertinenza ai fabbricati ad uso agrituristico e le aree per la sosta degli ospiti campeggiatori che devono essere realizzati in modo da integrarsi con l'ambiente circostante, con particolare riferimento alle sistemazioni e agli arredi esterni, alla regimazione idraulica e allo smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi. Gli interventi devono comunque garantire una sufficiente dotazione di acqua potabile;
  • - La produzione di energia da fonti rinnovabili non in contrasto con quanto disciplinato in relazione alle aree idonee, dall'art.20 comma 8 lett. c quater del d.lgs. 199/2021
  • - Ad esclusione dei corsi d'acqua e delle formazioni boschive di cui al comma 2 e dell'area inclusa nel SIR-ZPS "alto corso del Fiora" e' consentita la realizzazione di impianti per la produzione di energia da biomasse con potenza fino a 3 Mwt.

Il Piano Operativo dovrà disciplinare:

  • - la localizzazione di tali impianti nell'ambito degli usi civici non interessati dalla presenza di boschi;
  • - la dimensione dei volumi tecnici funzionali alla realizzazione di impianti termici a biomasse, il cui commisurandola alla effettiva potenza degli impianti medesimi;
  • - la realizzazione delle strutture di stoccaggio del materiale legnoso essi dovranno orientando la progettazione verso tipologie in legno e prevedendone la rimozione alla fine del periodo di utilizzo degli impianti a biomasse.
  • - 7 Il massiccio del Monte Penna e del Monte Civitella

1. Descrizione

L'ambito include i territori montani dei comuni di Castell'Azzara a nord e di Sorano a sud; Il è caratterizzato dalla massiccia presenza dei boschi di particolare rilievo paesaggistico ed ambientale inseriti nella Riserva naturale del Monte Penna.

2. I beni paesaggistici

Ricadono in questo sistema le seguenti aree tutelate per legge:

  • - i corsi d'acqua (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. c);
  • - le formazioni boschive (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. g);
  • - i beni di uso civico (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. h);

3. Obiettivi di qualità paesaggistica

  • - tutela delle emergenze naturalistico-ambientali presenti all'interno della Riserva Naturale del Monte Penna;
  • - tutela degli edifici di servizio alla popolazione realizzati dalle compagnie minerarie in quanto elementi di forte valore identitario;
  • - valorizzazione culturale e turistica del patrimonio di archeologia industriale legato alla presenza delle miniere;
  • - tutela dell'elevato valore panoramico espresso dalle attuali infrastrutture di maggior percorrenza che corrispondono a percorsi storici.

4. Indirizzi per la tutela dei beni paesaggistici

  • - mantenimento dei varchi pubblici di accesso all'area pinetata;
  • - tutela delle numerose visuali panoramiche dalle quali si apprezza la pineta come sfondo dell'abitato, sia dai percorsi stradali che dall'interno del paese.

5. Regole per la gestione degli insediamenti

Gli interventi di potenziamento e riqualificazione dovranno conformarsi ai seguenti criteri:

  • - la nuova edificazione dovrà utilizzare tecnologie rispondenti ai principi della bioedilizia e della bioclimatica anche ai fini dell'autosufficienza energetica;
  • - la progettazione degli spazi aperti dovrà contribuire a rafforzare la qualità degli spazi pubblici, degli spazi verdi e dei collegamenti; dovrà altresì contribuire all'integrazione con il paesaggio agrario;

La produzione di energia da fonti rinnovabili non è ammessa nei nuclei storici, o porzioni di essi, non compresi nei beni paesaggistici di cui al comma 2, in considerazione della possibile incidenza sui valori estetico-percettivi, né nelle aree contigue ai centri storici principali, non compresi nei beni paesaggistici di cui al comma 2, in considerazione delle possibili interferenze con le visuali che si aprono sul paesaggio dai centri.

L'installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici, laddove ammessa. dovrà adottare tecniche e materiali volti ad assicurare soluzione architettoniche ottimali unitamente alla massima efficienza energetica.

Ai fini della tutela della qualità della struttura insediativa, della morfologia storica dei nuclei rurali nonché della relazione anche visuale con gli spazi rurali e di margine, il Piano Operativo dovrà definire, sulla base della schedatura del patrimonio edilizio esistente:

  • - una specifica disciplina al fine di garantire la conservazione dei caratteri degli edifici;
  • - gli indirizzi per la realizzazione delle eventuali addizioni che tengano conto della morfologia dei nuclei e dei caratteri edilizi;
  • - le regole per la localizzazione delle eventuali nuove previsioni.
  • - specifiche e differenziate norme per la tutela della panoramicità e per il mantenimento dei varchi visuali

Tale disciplina dovrà essere formulata tenendo conto dei seguenti principi:

  • - escludere la possibilità di realizzare impianti per la distribuzione di carburanti;
  • - escludere la possibilità di realizzare manufatti edilizi a filo strada;
  • - garantire una adeguata manutenzione della vegetazione esistente conservando le alberature che costituiscono il corredo vegetazionale della strada;
  • - prevedere una corretta l'installazione della segnaletica e della cartellonistica in considerazione della panoramicità dei tratti.

Il Piano Operativo potrà prevedere la realizzazione di impianti per la produzione di energia da biomasse con potenza compresa tra 0,8 - 1,5 MWt, estendibili a 3 MWt in caso di impianti di cogenerazione, a condizione che siano localizzati in prossimità dei centri abitati e che non interessino i beni di cui al comma 2

Il Piano Operativo dovrà disciplinare:

  • - la dimensione dei volumi tecnici funzionali alla realizzazione di impianti termici a biomasse, il cui commisurandola alla effettiva potenza degli impianti medesimi;
  • - la realizzazione delle strutture di stoccaggio del materiale legnoso essi dovranno orientando la progettazione verso tipologie in legno e prevedendone la rimozione alla fine del periodo di utilizzo degli impianti a biomasse.

6. Regole per la gestione del territorio rurale

Nel rispetto degli indirizzi di tutela dei beni paesaggistici di cui al precedente comma 6, per il territorio rurale definito a prevalente funzione agricola in considerazione della dominanza delle componenti ambientali e del carattere produttivo marginale che l'agricoltura riveste in questo sub-ambito di paesaggio, si formulano le seguenti regole:

* Indirizzi per la tutela degli habitat naturali

In relazione alla tutela dei valori naturalistici e alla loro valorizzazione a fini didattico-scientifici e turistico-ricreativi, il Piano Operativo dovrà recepire le Norme generali e sviluppare gli Indirizzi contenuti nel Regolamento del Sistema delle Riserve Naturali della Provincia di Grosseto e nel relativo Piano di Gestione.

Il Piano Operativo dovrà altresì rappresentare le aree contigue per le quali dovranno essere recepite le eventuali misure di disciplina delle attività suscettibili di avere impatti sull'ambiente.

* Opere di miglioramento dell'ambiente

Ai fini della tutela degli elementi di valore paesaggistico e naturalistico dovuti alla presenza di ampie superfici boscate e delle praterie secondarie, la disciplina paesaggistica del P.S.I. assume come opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale da realizzare in connessione con la gestione delle attività agricole:

  • - conservazione e recupero delle praterie secondarie anche attraverso una razionale gestione del pascolo;
  • - interventi di gestione forestale finalizzati alla progressiva sostituzione dei boschi di conifere;
  • - tutela e manutenzione delle formazioni di latifoglie.

Gli elementi di valore paesaggistico sopra richiamati dovranno essere puntualmente individuati nei Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale (PAPMAA).

* Nuovi edifici rurali

All'esterno del perimetro della Riserva naturale del Monte Penna e del SIR 120 Monte Penna, Bosco della Fonte e Monte Civitella è ammessa la realizzazione di:

  • - residenze rurali, la cui dimensione sarà definita dal Piano Operativo entro il limite massimo di 150 mq. di superficie utile lorda e annessi agricoli;
  • - annessi agricoli a servizio di aziende con superfici fondiare inferiori ai minimi di cui all'art. 5 del Regolamento 63/R 2016;
  • - annessi a servizio dell'agricoltura amatoriale o per le piccole produzioni agricole di cui all'art. 12 del Regolamento 63/R 2016;
  • - serre fisse ad esclusione degli ambiti paesaggistici di cui al comma 2.

Il Piano Operativo dovrà specificare inoltre le regole per l'inserimento nel contesto paesaggistico dei nuovi edifici rurali avendo cura in particolare di prescrivere:

  • - localizzazioni quanto più possibile prossime ai nuclei ed alle infrastrutture già esistenti e capaci di assecondare la morfologia del terreno;
  • - per le nuove residenze rurali il ricorso a tipologie compatte riferibili ai modelli locali;
  • - il rispetto delle proporzioni degli edifici tradizionali e l'utilizzo di materiali reperiti in loco o ad essi assimilabili per caratteristiche.

* Trasformazione del patrimonio edilizio esistente

Al fine di sostenere il mantenimento della popolazione residente nel territorio rurale è ammesso il recupero di annessi agricoli per usi residenziali o turistico-ricettivi, a condizione che concorrano alla riqualificazione degli insediamenti esistenti.

Negli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente non dovrà essere alterata la rete della viabilità poderale esistente.

* Disciplina delle attrezzature sportive pertinenziali

E' ammessa la realizzazione di impianti sportivi a carattere pertinenziale per le residenze e le attività ricettive nei limiti e con le modalità stabilite dalla disciplina e strategie locali.

* Disciplina delle attività connesse ed integrative all'attività agricola

Le attività connesse e integrative sono ammesse nel rispetto dei principi statutari e nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • - agriturismo attraverso il recupero del patrimonio edilizio aziendale nei limiti massimi di posti letto per ciascuna azienda agricola previsti dalla legge di settore;
  • - le opere e gli impianti di pertinenza ai fabbricati ad uso agrituristico e le aree per la sosta degli ospiti campeggiatori che devono essere realizzati in modo da integrarsi con l'ambiente circostante, con particolare riferimento alle sistemazioni e agli arredi esterni, alla regimazione idraulica e allo smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi. Gli interventi devono comunque garantire una sufficiente dotazione di acqua potabile.
  • - La produzione di energia da fonti rinnovabili non in contrasto con quanto disciplinato in relazione alle aree idonee, dall'art.20 comma c quater del d.lgs. 199/2021 e al di fuori delle aree incluse nei SIR.
  • - 8 I pianori agricoli di Castell'Azzara e Sorano

1. Descrizione

L'ambito comprende l'estesa fascia pedemontana che circonda il massiccio Penna-Civitella includendo i territori dei comuni di Castell'Azzara a nord e di Sorano a sud.

La morfologia è prevalentemente collinare, i lineamenti geomorfologici sono tipici delle aree di transizione tra i rilievi montani e quelli alto collinari.

2. I beni paesaggistici

Ricadono in questo sistema le seguenti aree tutelate per legge:

  • - i corsi d'acqua (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. c);
  • - le formazioni boschive (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. g).

3. Obiettivi di qualità paesaggistica

  • - conservazione della tradizionale struttura del territorio rurale a campi chiusi, delimitati da siepi e filari di alberi, capace di assicurare buoni livelli di biodiversità e di qualità visiva;
  • - tutela dell'integrità urbanistica ed edilizia dei centri minori;
  • - permanenza dei caratteri di panoramicità della strada principale che costeggia le pendici orientali dei Monti Civitella ed Elmo da cui si aprono ampie vedute verso gli altri sub-sistemi di paesaggio sia verso i Calanchi di Castell'Azzara che verso il territorio di Sorano.

4. Indirizzi per la tutela dei beni paesaggistici

La tutela dei valori naturalistici e storici espressi dalle aree tutelate per legge è garantita dall'attuazione degli indirizzi formulati nei commi seguenti.

5. Regole per la gestione degli insediamenti

Al fine di migliorare la qualità del patrimonio edilizio del nucleo di Montevitozzo e preservare i caratteri morfologici dell'impianto originario, il Piano Operativo dovrà definire, sulla base della schedatura del patrimonio edilizio esistente:

  • - una specifica disciplina che garantisca la conservazione dei caratteri storici degli edifici;
  • - gli indirizzi per la realizzazione delle eventuali addizioni che tengano conto della morfologia dei nuclei e dei caratteri edilizi.

Ai fini della tutela della struttura insediativa originaria dei nuclei rurali di Elmo, Case Marcelli, Cerretino, Ronzinami dovranno essere conservati i caratteri storci degli edifici e degli spazi comuni che ne connotano l'impianto.

Il Piano Operativo dovrà altresì definire per i centri ed i nuclei abitati le regole per la localizzazione delle eventuali nuove previsioni insediative che dovranno prioritariamente essere rappresentate dagli interventi di completamento nelle aree residue disponibili anche ai fini della tutela dell'impianto morfologico e della relazione visuale con il contesto rurale in cui tali nuclei si collocano.

L'installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici, laddove ammessa, dovrà adottare tecniche e materiali volti ad assicurare soluzione architettoniche ottimali unitamente alla massima efficienza energetica.

Il Piano Operativo dovrà formulare specifiche e differenziate norme per la tutela della panoramicità e per il mantenimento dei varchi visuali.

Tale disciplina dovrà essere formulata tenendo conto dei seguenti principi:

  • - escludere la possibilità di realizzare impianti per la distribuzione di carburanti;
  • - escludere la possibilità di realizzare manufatti edilizi a filo strada;
  • - garantire una adeguata manutenzione della vegetazione esistente conservando le alberature che costituiscono il corredo vegetazionale della strada;
  • - prevedere una corretta l'installazione della segnaletica e della cartellonistica in considerazione della panoramicità dei tratti.

6. Regole per la gestione del territorio rurale

Ai fini della tutela dei beni paesaggistici di cui al precedente comma 6, per il territorio rurale definito a prevalente funzione agricola in considerazione delle componenti ambientali e del carattere produttivo marginale che l'agricoltura riveste in questo sub-ambito di paesaggio, si formulano le seguenti regole:

* Opere di miglioramento dell'ambiente

Ai fini della tutela degli elementi di valore paesaggistico e naturalistico dovuti alla presenza della tradizionale struttura a campi chiusi, la disciplina paesaggistica del presente Piano Strutturale assume come opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale da realizzare in connessione con la gestione delle attività agricole, le seguenti opere:

  • - interventi di mantenimento di tutte le specie arboree ed arbustive (siepi e filari di alberi) che costituiscono delimitazione dei fondi agricoli;
  • - interventi di inerbimento di seminativi e colture arboree dei terreni con pendenza superiore al 20%.

Gli elementi di valore paesaggistico sopra richiamati dovranno essere puntualmente individuati nei Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale (PAPMAA).

* Nuovi edifici rurali

E' ammessa la realizzazione di:

  • - residenze rurali, la cui dimensione sarà definita dal Piano Operativo entro il limite massimo di 150 mq. di superficie utile lorda e annessi agricoli;
  • - annessi agricoli a servizio di aziende con superfici fondiare inferiori ai minimi di cui all'art. 5 del Regolamento 63/R 2016;
  • - annessi a servizio dell'agricoltura amatoriale o per le piccole produzioni agricole di cui all'art. 12 del Regolamento 63/R 2016;
  • - serre fisse ad esclusione degli ambiti paesaggistici di cui al comma 2;

Il Piano Operativo dovrà specificare inoltre le regole per l'inserimento nel contesto paesaggistico dei nuovi edifici rurali avendo cura in particolare di prescrivere:

  • - localizzazioni quanto più possibile prossime ai nuclei ed alle infrastrutture già esistenti e capaci di assecondare la morfologia del terreno;
  • - per le nuove residenze rurali il ricorso a tipologie compatte riferibili ai modelli locali;
  • - il rispetto delle proporzioni degli edifici tradizionali e l'utilizzo di materiali reperiti in loco o ad essi assimilabili per caratteristiche.

* Trasformazione del patrimonio edilizio esistente

Al fine di sostenere il mantenimento della popolazione residente nel territorio rurale è ammesso il recupero di annessi agricoli per usi residenziali o turistico-ricettivi. a condizione che concorrano alla riqualificazione degli insediamenti esistenti

Negli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente non dovrà essere alterata la rete della viabilità poderale esistente.

* Disciplina delle attrezzature sportive pertinenziali

E' ammessa la realizzazione di impianti sportivi a carattere pertinenziale per le residenze e le attività ricettive nei limiti e con le modalità stabilite dalla disciplina e strategie locali.

* Disciplina delle attività connesse ed integrative all'attività agricola

Le attività connesse e integrative sono ammesse nel rispetto dei principi statutari e nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • - agriturismo attraverso il recupero del patrimonio edilizio aziendale nei limiti massimi di posti letto per ciascuna azienda agricola previsti dalla legge di settore
  • - le opere e gli impianti di pertinenza ai fabbricati ad uso agrituristico e le aree per la sosta degli ospiti campeggiatori che devono essere realizzati in modo da integrarsi con l'ambiente circostante, con particolare riferimento alle sistemazioni e agli arredi esterni, alla regimazione idraulica e allo smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi. Gli interventi devono comunque garantire una sufficiente dotazione di acqua potabile.
  • - La produzione di energia da fonti rinnovabili non in contrasto con quanto disciplinato in relazione alle aree idonee, dall'art.20 comma c quater del d.lgs. 199/2021
  • - Ad esclusione dei corsi d'acqua e delle formazioni boschive di cui al comma 2 è consentita la realizzazione di impianti per la produzione di energia da biomasse con potenza fino a 3 Mwt.

Il Piano Operativo dovrà disciplinare:

  • - la dimensione dei volumi tecnici funzionali alla realizzazione di impianti termici a biomasse, il cui commisurandola alla effettiva potenza degli impianti medesimi;
  • - la realizzazione delle strutture di stoccaggio del materiale legnoso essi dovranno orientando la progettazione verso tipologie in legno e prevedendone la rimozione alla fine del periodo di utilizzo degli impianti a biomasse.
  • - 9 I calanchi di Castell'Azzara e Sorano

1. Descrizione

L'ambito comprende i territori dei comuni di Castell'Azzara e di Sorano posti a nord-est al confine con la Provincia di Siena. I lineamenti geomorfologici collinari di questo ambito sono quelli tipici delle aree argillose a calanchi.

2. I beni paesaggistici

Ricadono in questo sistema le seguenti aree tutelate per legge:

  • - le formazioni boschive (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. g);
  • - le aree di interesse archeologico (art. 142, D.Lgs 42/04 e s.m.i., c. 1 lett. m).

3. Obiettivi di qualità paesaggistica

  • - tutela della qualità naturalistica e paesaggistica propria delle formazioni calanchiva;
  • - conservazione dei caratteri storici ancora presenti nel sistema e valorizzazione del rapporto tra l'edificio e le aree rurali contigue;

4. Indirizzi per la tutela dei beni paesaggistici

La tutela dei valori naturalistici e storici espressi dalle aree tutelate per legge è garantita dall'attuazione degli indirizzi formulati nei commi seguenti.

5. Regole per la gestione degli insediamenti

L'installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici, laddove ammessa, dovrà adottare tecniche e materiali volti ad assicurare soluzione architettoniche ottimali unitamente alla massima efficienza energetica.

6. Regole per la gestione del territorio rurale

Ai fini della tutela dei beni paesaggistici di cui al precedente comma 2, per il territorio rurale definito a prevalente funzione agricola in considerazione delle componenti ambientali e del carattere produttivo marginale che l'agricoltura riveste in questo sub-ambito di paesaggio, si formulano le seguenti regole:

* Opere di miglioramento dell'ambiente

Ai fini della tutela del valore paesaggistico e naturalistico del territorio rurale connotato dalla successione di prati, pascoli e seminativi, a cui si associano le aree calanchive ed il sistema della vegetazione lungo gli impluvi collinari, la disciplina paesaggistica del presente Piano Strutturale assume come opere di miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale da realizzare in connessione con la gestione delle attività agricole le seguenti opere:

  • - interventi di manutenzione del sistema delle fasce boscate e cespugliate lungo gli impluvi collinari.

Gli elementi di valore paesaggistico sopra richiamati dovranno essere puntualmente individuati nei Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale (PAPMAA).

* Trasformazione del patrimonio edilizio esistente

Al fine di sostenere il mantenimento della popolazione residente nel territorio rurale è ammesso il recupero di annessi agricoli per usi residenziali, a condizione che concorrano alla riqualificazione degli insediamenti esistenti

Negli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente non dovrà essere alterata la rete della viabilità poderale esistente

* Disciplina delle attività connesse ed integrative all'attività agricola

Le attività connesse e integrative sono ammesse nel rispetto dei principi statutari e nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • - agriturismo attraverso il recupero del patrimonio edilizio aziendale nei limiti massimi di posti letto per ciascuna azienda agricola previsti dalla legge di settore;
  • - le opere e gli impianti di pertinenza ai fabbricati ad uso agrituristico e le aree per la sosta degli ospiti campeggiatori che devono essere realizzati in modo da integrarsi con l'ambiente circostante, con particolare riferimento alle sistemazioni e agli arredi esterni, alla regimazione idraulica e allo smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi. Gli interventi devono comunque garantire una sufficiente dotazione di acqua potabile.
  • - La produzione di energia da fonti rinnovabili non in contrasto con quanto disciplinato in relazione alle aree idonee, dall'art.20 comma c quater del d.lgs. 199/2021