Piano Strutturale
Art. 25 Tutela degli edifici storici, dei tessuti edilizi consolidati e della viabilità storica
1. Il patrimonio edilizio storico deve essere tutelato, conservato, riqualificato e valorizzato come documento della cultura, con il riconoscimento dei valori architettonici, paesaggistici, storici, artistici e testimoniali e tipo-morfologici (compresi la giacitura, le relazioni con altri edifici, la viabilità, le pertinenze, le caratteristiche edilizie, i materiali e le tecniche utilizzate, i particolari costruttivi e decorativi).
Tutti gli interventi ammessi sugli edifici devono rispettare le caratteristiche del fabbricato storico ed inserirsi in maniera coerente nel contesto urbano e paesaggistico di riferimento, rispettando la morfologia del tessuto in cui sono inseriti e le tipologie architettoniche dell'edilizia storica e tradizionale.
In linea generale sono da ritenersi di valore storico, morfologico, tipologico e/o testimoniale gli edifici e loro parti presenti al 1897 ed al 1954, rappresentati nelle cartografie di area vasta QC1, ST6 e ST9 e più in dettaglio negli elaborati ST10.1 e ST10.2.
I P.O.C. provvederanno alla schedatura degli edifici di valore ed alla redazione delle relative discipline di dettaglio.
Non è ammessa la demolizione di alcun tipo di edificio o manufatto, anche se ad uso accessorio, di annesso agricolo e simili, che rivesta interesse storico, architettonico, paesaggistico e testimoniale e/o costituisca documento della vita materiale locale per tipologia, materiali, tecniche edilizie, pur se privo di particolari valori storico-architettonici.
2. La viabilità storica fondativa, rappresentata negli elaborati QC1, ST6 e ST9, è soggetta a tutela e valorizzazione nei tracciati e nella conformazione, comprese le opere di arredo e l'equipaggiamento vegetale. Deve essere tutelato il valore panoramico della SR74 Maremmana e della viabilità di crinale che attraversa i rilievi collinari. Deve essere favorito il mantenimento delle fasce di oliveti o di altre colture poste lungo la viabilità di crinale. Eventuale nuova viabilità di interesse locale deve configurarsi come collegamento alla viabilità esistente.
La rete viaria minore, costituita da sentieri e mulattiere, strade vicinali e poderali, è quasi integralmente originata dai tracciati storici - dalle Vie Cave etrusche alla Via Clodia romana, dall'antica Via del Sale alle strade di dogana e della transumanza - e rappresenta la rete capillare delle relazioni. Insieme ai canali e ai corsi d'acqua, ai crinali e alla morfologia, ai capisaldi del sistema insediativo, rappresenta la struttura profonda del territorio, completata poi dalla vegetazione e dalle sistemazioni agrarie. Per questo rappresentano una risorsa essenziale del territorio, e gli interventi edilizi e le scelte di governo sotto il profilo urbanistico devono puntare alla tutela e alla valorizzazione dei tracciati esistenti.
Pertanto sono consentite le azioni che tendano a conservare e valorizzare l'attuale consistenza e dimensione dei tracciati. L'allargamento eventuale delle sezioni stradali dovrà essere limitato e proporzionato all'esistente, evitando quando possibile demolizioni e rimozioni di manufatti tradizionali per il migliore inserimento paesaggistico. Le viabilità storiche sono spesso arricchite da architetture significative come ponti storici e da opere d'arte o manufatti minori. Pertanto questi elementi, tra i quali si ricordano ponti storici, banchine laterali, cigli erbosi o modellati a secco, fossi, canalette di scolo, muretti di delimitazione e protezione, muri di sostegno, gradoni e scalini in pietra, devono essere riconosciuti, tutelati e recuperati. Quando i viali poderali e le strade vicinali presentano alberature laterali costituite da filari, alberi da frutto, viti o ulivi devono essere mantenute o promosse azioni per il restauro paesaggistico se necessario.
La tutela della viabilità e dei manufatti deve essere finalizzata non solo alla conservazione dell'oggetto fisico in quanto tale, ma anche alla sua valorizzazione. Pertanto, si prevedono azioni non solo di manutenzione con l'uso dove necessario di tecniche costruttive e materiali tradizionali, ma anche provvedimenti per la valorizzazione e la promozione a scopo turistico e ricreativo, con la organizzazione di percorsi storico-culturali, paesaggistici e panoramici, legati al tempo libero. La realizzazione di nuovi tracciati stradali è in generale da evitare, mentre da recuperare è la rete degli antichi percorsi, soprattutto di alta collina e di montagna, che collegava trasversalmente le valli nelle quali si conforma il territorio.
