Art. 26 Tutela del paesaggio rurale

Tutti gli interventi nel territorio rurale devono garantire prioritariamente la individuazione, la tutela e la valorizzazione del Patrimonio Territoriale del P.S.I. e devono rispettare le regole definite nello Statuto.

Gli interventi sulle aree di pertinenza degli edifici situati in territorio rurale, sia a destinazione d'uso agricola sia destinati ad altri usi, devono rispettare le seguenti prescrizioni:

* assicurare che il mantenimento delle caratteristiche di ruralità delle aree di pertinenza degli edifici nonché i caratteri tipologici ed i materiali propri dei resedi di pertinenza degli edifici storico-testimoniali rurali;

* garantire che la realizzazione di manufatti pertinenziali, ove consentita dalle presenti N.T.A., privilegi il riutilizzo di manufatti esistenti nell'area di pertinenza e non comporti alterazioni significative della struttura morfologica dei terreni;

* assicurare la funzionalità idrogeologica del territorio e la prevenzione dei fenomeni di erosione del suolo;

* evitare materiali, sistemazioni, arredi, pavimentazioni, recinzioni, piantumazioni ed ogni altro elemento connotante le pertinenze che richiamino tipologie di tipo urbano e non siano coerenti con il contesto rurale e paesaggistico;

* superamento del degrado geomorfologico, del rischio idraulico, del rischio idrogeologico;

* valorizzazione degli ambiti paesaggistici di pregio;

* recupero prioritario dei manufatti edilizi esistenti di interesse storico-architettonico o storico-testimoniale;

* conservazione e/o il ripristino delle sistemazioni agrarie ed idrauliche tradizionali;

* recupero degli assetti viari poderali e/o interpoderali;

* protezione di elementi geomorfologici che connotano il paesaggio, quali i crinali montani e collinari, unitamente alle aree di margine e ai bacini neogenici, evitando interventi che ne modifichino la forma fisica e la funzionalità strutturale (art. 7 Disciplina del PIT/PPR).

Tutti gli interventi devono essere volti alla conservazione, al ripristino ed alla valorizzazione:

  • a) delle colture tradizionali, nonché delle forme tradizionali di integrazione produttiva tra colture;
  • b) degli assetti poderali;
  • c) dell'assetto della viabilità storica: principale, poderale ed interpoderale;
  • d) della rete dei fossi, dei canali di irrigazione e di scolo, dei collettori;
  • e) delle tracce e dei segni sul territorio che testimonino di precedenti assetti morfologici e proprietari;
  • f) degli esemplari arborei, singoli, od in filari, od in gruppi, appartenenti alle specie autoctone o tradizionali;
  • g) delle recinzioni o delimitazioni, nonché delle opere di protezione dei terreni, quali terrazzamenti, marginamenti, arginature, e simili, realizzati in forme e con materiali tradizionali.